Quirinale 2022, Sergio Mattarella è stato riconfermato Presidente della Repubblica

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Dopo una settimana all’insegna del caos politico, il Parlamento ha deciso per la riconferma di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. L’attuale Capo dello Stato ha ottenuto 759 voti. I voti per Mattarella sono più di quelli ottenuti da Francesco Cossiga nel 1985, da Carlo Azeglio Ciampi nel 1999 e dal Giorgio Napolitano bis nel 2013, secondo solo a Sandro Pertini, che resta al primo posto con 832 consensi.

Nelle votazioni precedenti all’ottava che ha sancito la sua proclamazione, Mattarella aveva già ottenuto nei giorni scorsi voti dai Grandi elettori. Nella prima votazione del 24 gennaio scorso il Capo dello Stato uscente aveva ricevuto 16 voti, nella seconda 39, nella terza 125 e nella quarta 166. Alla quinta votazione per Mattarella hanno votato in 46 e alla sesta in 336. Fino ad arrivare alla settima (387 voti) e all’ottava che lo ha visto eleggere.

La conferma è arrivata nonostante Sergio Mattarella avesse fatto intendere a più riprese di non essere disponibile per un secondo mandato: aveva perfino citato due suoi predecessori, Antonio Segni e Giovanni Leone, contrari al bis al Quirinale.

Sergio Mattarella diventa così il secondo presidente della Repubblica a essere eletto per un secondo mandato. La stessa sorte è toccata anche al suo predecessore Giorgio Napolitano, salito al Quirinale nel 2006 e di nuovo eletto nel 2013. Il suo bis è durato fino al 2015, lasciando strada proprio all’attuale inquilino del Colle.

Risultati definitivi – VIII Scrutinio:

Presenti: 983
Quorum: 505

Sergio Mattarella: 759
Carlo Nordio: 90
Nino Di Matteo: 37
Silvio Berlusconi: 9
Elisabetta Belloni: 6
Mario Draghi: 5
Pier Ferdinando Casini: 5
Elisabetta Casellati: 4
Franco Berrino: 2
Sabino Cassese: 2
Primo DiNicola: 2
Giancarlo Giorgetti: 2
Filippo Grassia: 2

Schede bianche: 25
Voti dispersi: 18
Schede nulle: 13

Considerando tuttavia che il numero dei componenti l’Assemblea è variato di elezione in elezione, con i delegati regionali che solo dal 1971 furono presenti al completo, altro dato che va considerato è la percentuale di voti ottenuti sugli aventi diritto. Anche in questa classifica al primo posto si trova Pertini con l’82,3 per cento, seguito da Gronchi con il 78,1. Quindi Mattarella con la rielezione di questa sera con il 75,2, il 74,3 di Cossiga, il 73,2 di Napolitano (nella rielezione), il 70 di Ciampi, il 67,1 di Saragat, il 66,5 di Scalfaro, il 65,9 di Mattarella, il 57,6 di Einaudi, il 53,8 di Napolitano, il 51,9 di Segni e all’ultimo posto il 51,4 di Leone.

Il Capo dello Stato ha fatto un breve discorso con cui ha accettato il nuovo incarico. “I giorni difficili trascorsi per l’elezione alla Presidenza della Repubblica, nel corso della grave emergenza che stiamo tuttora attraversando sul versante sanitario, su quello economico e su quello sociale, richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del Parlamento”, ha detto Mattarella.

Per giuramento giovedì 3 febbraio alle ore 15.30

Il giuramento di Sergio Mattarella, rieletto presidente della Repubblica nella giornata di sabato, si svolgerà giovedì 3 febbraio alle 15:30. Il discorso del Capo dello Stato davanti al Parlamento riunito in seduta comune si terrà, quindi, nello stesso giorno in cui scade il suo primo settennato. Il presidente della Repubblica, infatti, era entrato in carica il 3 febbraio del 2015, data del suo primo giuramento. Mattarella si insediò il 3 febbraio 2015 e dunque mercoledì 2 febbraio sarebbe la data ‘ideale’ per un passaggio soft da un settennato all’altro.

Per entrare in aula per il giuramento e ascoltare il discorso di insediamento, i 1009 grandi elettori dovranno fare il tampone anti-covid e altrettanto dovranno fare funzionari e commessi di servizio in aula e i giornalisti ammessi in tribuna stampa. Per tutti gli altri avventori del palazzo basterà il green pass.

La biografia di Sergio Mattarella

È nato a Palermo il 23 luglio 1941. Ha tre figli. Laureato in Giurisprudenza nel 1964 all’Università “La Sapienza” di Roma con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi su “La funzione di indirizzo politico”, è stato iscritto nell’albo degli avvocati del Foro di Palermo dal 1967.

Il suo percorso politico ha origine all’interno del filone di impegno cattolico-sociale e riformatore. Eletto deputato per la Democrazia Cristiana nel 1983 nella circoscrizione della Sicilia occidentale, ha fatto parte della Camera dei Deputati sino al 2008.

Dal luglio del 1987 al luglio del 1989 è stato Ministro dei Rapporti con il Parlamento. Risalgono a quegli anni la riforma dell’ordinamento della Presidenza del Consiglio e l’abolizione della ordinarietà del voto segreto in Parlamento. Dal luglio del 1989 al luglio del 1990 è stato Ministro della Pubblica Istruzione. Sono di quel periodo la Conferenza nazionale della scuola (gennaio ’90) e la riforma degli ordinamenti della scuola elementare che, tra le innovazioni, introdusse il modulo dei tre maestri su due classi (legge n. 148 del 1990).

Dall’ottobre 1998 è stato Vice Presidente del Consiglio dei Ministri sino al dicembre 1999 quando è stato nominato Ministro della Difesa, incarico tenuto fino alle elezioni del giugno del 2001.

Nel maggio 2009 è stato eletto dal Parlamento componente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa, di cui è stato Vice Presidente. Il 5 ottobre 2011 è stato eletto Giudice Costituzionale dal Parlamento ed è entrato a far parte della Corte Costituzionale con il giuramento dell’11 ottobre 2011.

Il 31 gennaio 2015 è stato eletto dodicesimo Presidente della Repubblica. Il 29 gennaio 2022, invece, è stato riconfermato Capo dello Stato.

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