Questo concorso s’ha da fare: davvero straordinario. Lettera

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Inviata da Rossella Votino – Il prossimo concorso per assumere i precari storici della scuola sarà davvero straordinario in tutti i sensi.

Non solo perché sarà una procedura a parte ma perché ne potremo vedere delle belle.

Sbandierato, osannato, criticato, sta per arrivare. Annunciato da mesi, si svolgerà presumibilmente ad agosto e porterà all’assunzione di circa 24mila precari storici.

Partiamo dall’inizio, che questo concorso s’ha da fare è chiaro, non c’è pandemia che tenga, parola della Ministra Azzolina. Non c’è via di scampo. Di Pas abilitanti non se ne parla, di selezione per titoli e punteggi neanche. Riconoscere il lavoro di anni, giammai.

Che i sindacati siano sul piede di guerra e che il Cspi abbia espresso delle perplessità circa i tempi, la modalità di selezione della prova e l’avvio del nuovo anno scolastico, poco importa, il gioco è iniziato e non c’è modo di fermarlo.

E’ pronto, diciamo, il piano d’azione: bando subito, domande magari da compilare online, magari utilizzando un sistema che si sarebbe potuto usare per l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia e che, invece, non è stato proprio possibile trovare. Oppure, domande da presentare in modalità
cartacea, pagine da stampare, allegati da allegare, poi tutti in fila alla posta rigorosamente a un metro di distanza. Però magari neanche questa è una buona idea dal momento che, in piena pandemia mondiale, non si è potuto usare tale laborioso sistema sempre per il medesimo aggiornamento delle
graduatorie. Quisquiglie, sulla modalità di presentazione si ragionerà poi. Ci faranno sapere.

Passiamo alla fase numero due: la scelta delle sedi, anche qui è tutto programmato, forse delle sedi regionali, da trovare ancora s’intende, dei posti molto larghi dove far partecipare migliaia di candidati, tutti distanti a più di un metro, tutti con le mascherine, i guanti e, perché no, un grande plexiglass.

L’idea geniale è poi quella di far svolgere la prova ad agosto, probabilmente al Miur sarà arrivata la voce o che col caldo il virus non sia infettivo o che gli insegnanti ne siano immuni. O magari è un tentativo per sterminare i futuri prof, dal momento che i partecipanti saranno molti di più rispetto ai
posti messi a disposizione. Ovviamente, sempre in piena pandemia, si dovranno trovare commissioni per valutare.

Punto tre, il pezzo forte: il tanto contestato “quizzettone”. Ottanta quesiti in altrettanti minuti, una gara al click più veloce: inglese (indispensabile anche per insegnare italiano, è lapalissiano), informatica (con la dad abbiamo scherzato, era una prova) e, naturalmente, competenze metodologiche, didattiche e tutto ciò che riguarda le materie di ogni singola classe di concorso. Una sorta di “Chi vuole essere milionario?” ma senza gli aiuti, un gioco che potremmo intitolare: “Chi vuole essere professore?”. Ma che bello, magari lo facciamo in modalità streaming e tutti a casa a tifare per noi: i parenti che pregano per il posto fisso, i genitori dei nostri alunni che vorrebbero avere almeno per due anni di seguito lo stesso insegnante, i ragazzi che faranno la ola per il loro prof del cuore… Magari ci potrebbe essere l’aiuto da casa, come nei veri quiz. E anche una grande telecamera per fare una sorta di bella videolezione in diretta, tanto ormai siamo tutti pratici della Dad, e chi è telegenico avrà un bonus.

E alla fine, essendo il concorso in modalità telematica, se non hai raggiunto almeno 7/10 ci sarà la scritta sullo schermo: “Game over”.
Una modalità, che come è stato annunciato, selezionerà merito e competenza. Un concorso serio per professori seri che reggeranno la scuola del futuro, senza tener conto che la scuola del presente la stanno reggendo, però quella è un’altra storia.

Ultima fase: l’assunzione. Ovviamente entro settembre 2020 perché, con l’inizio (forse) della scuola, la Ministra sa che avrà un numero stimato di circa 200mila precari in cattedra. Mica bruscolini. Però magari si potrà cominciare, come sempre, con i supplenti poi, via via che si faranno le prove
concorsuali, i vincitori verranno immessi in ruolo subito in cattedra, gli altri gettati in un fossato con i coccodrilli. No, gli altri vinceranno una fantastica abilitazione e, perché no, potremmo suggerire di far avere loro una fascia tutta per sé (parafrasando il titolo di un’opera letteraria) nella quale iscriversi per altri fantastici anni da precari. Un vantaggio mica da poco.
Mantenendoci nell’ottica del game e imbastito così il concorso, alla Ministra dunque potremmo dire: “Ritenta, sarai più fortunata”.

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