Questionario Primaria con domanda su soldi e lavoro, Invalsi respinge accuse di voler proporre un modello di società

di redazione
ipsef

item-thumbnail

L’Invalsi ha pubblicato un comunicato con il quale ritorna sulla domanda “incriminata”, presente nel questionario studente somministrato ai bambini delle classi quinte della scuola primaria, in cui si chiedeva delle loro aspirazioni future, dando come possibili opzioni di risposta:  “A. Raggiungerò il titolo di studio che voglio;  B. Avrò sempre abbastanza soldi per vivere;  C. Nella vita riuscirò a fare ciò che desidero; D. Riuscirò a comprare le cose che voglio; E. Troverò un buon lavoro”.

Questionario Invalsi Primaria, domanda su soldi e lavoro. La polemica: scuola azienda sin dalla primaria

Le sopra riportate opzioni di risposta hanno suscitato le reazioni della stampa e l’Istituto di Valutazione è stato accusato di proporre, sin dalle elementari, un modello di scuola azienda.

L’Invalsi respinge le accuse al mittente, sostenendo che il quesito era volto a conoscere le aspettative future dei bambini, rilevando anche se la risposta era fornita da un maschio o da una femmina. Ciò si riconduce alla necessità di riconoscere, tra l’altro, gli esiti in ragione dell’appartenenza di genere; le femmine infatti mostrano risultati meno positivi nelle materie scientifiche e nella matematica, non è quindi una banale curiosità del ricercatore conoscere anche questo dato.

Lo scopo, dunque, non era quello di proporre un modello di società, ma sondare le aspirazioni degli alunni relativamente a quello che sarà il loro futuro.

L’indagine, infine, si propone lo scopo di fornire un supporto all’approfondimento del fenomeno della dispersione scolastica:

Focalizzare, quindi, periodicamente questo tipo di ambito nei diversi livelli scolastici, aiuta ad individuare i cambiamenti che possono incidere sull’andamento del profitto scolastico. È facile riconoscere che questo tipo di indagini, condotte ciclicamente anche a livello internazionale, sono da noi fondamentali per approfondire il fenomeno della dispersione scolastica la cui portata caratterizza negativamente alcune zone del nostro Paese.

Comunicato

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione