Quella volta che Conte chiamò Azzolina: “Guarda i sondaggi, muoviamoci per tempo, la scuola è la priorità”

Da 295 casi il 1 agosto a 845 al 20 agosto. Cresce la preoccupazione per il balzo in avanti dei contagi, mai così tanti dal 16 maggio. La preoccupazione è anche quella che riguarda l’età media dei contagiati, adesso precipitata a 30 anni.

Il governo si gioca praticamente tutto nella ripartenza della scuola a settembre. Lo si evince anche da come il consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi, sia stato dovuto intervenire con una nota di rettifica dopo le sue parole ad Agorà in cui parlava di un rischio alto di posticipo della riapertura delle scuole. Secondo quanto segnalano più fonti giornalistiche non deve aver passato un bel quarto d’ora Ricciardi considerato che le sue parole abbiano fatto arrabbiare (e non poco) il Ministero degli Interni, quello dell’Istruzione e soprattutto quello della Salute.

Tutti studiano la curva dei contagi e tentano proiezioni, ma al momento non si può essere rassicuranti. Il rischio è che si arriva a quasi 1500 casi proprio a ridosso del 14 settembre. Posticipare l’inizio delle scuole sarebbe un incubo e l’inizio di un autunno caldo.

L’ipotesi più estrema sarebbe quella di lockdown localizzati, mirati dove il contagio è più alto, ma chiudere, come è stato per 55 giorni da marzo ai primi di maggio è, allo stato attuale, fantascienza.

Si riaprirà al 100% a metà settembre, almeno questo è quello che ripetono i ministri, e il premier Giuseppe Conte, così come segnala La Repubblica, pare che sia stato chiaro a fine giugno con la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina: le mostrò alcuni sondaggi inequivocabili e le disse che bisognava muoversi per tempo, la scuola è la priorità e non si può fallire.

Le misure messe in atto dal governo, per adesso, reggono, ma con la riapertura delle scuole i contagi risaliranno inevitabilmente, considerato che l’istruzione muove più di 10 milioni di persone. Fonti governative, però, rassicurano: è un rischio da correre per la ripresa completa del Paese.

Il vero problema che agita Palazzo Chigi, ma anche Viale Trastevere è un altro: ammesso che si riapra, siamo sicuri che le scuole resteranno aperte anche in autunno inoltrato? Rassicurare o creare allarmismi non serve, meglio lavorare a testa china per raggiungere l’obiettivo anche se all’interno del governo sanno che il fallimento della riapertura delle scuole potrebbe travolgere non solo Azzolina, ma l’intero governo.

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