“Quegli alberi sono pericolosi per l’incolumità degli alunni”. A Jesi scoppia la polemica con gli ambientalisti: “Occorre mantenere anche l’integrità e la bellezza degli spazi”

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A Jesi 31 alberi sono destinati a cadere e le polemiche tornano a infiammarsi. Mentre la nuova campanella di settembre risuona, gli spazi verdi che hanno accolto intere generazioni di studenti sembrano destinati a scomparire.

Questa drastica misura segue una decisione della giunta comunale di rimuovere questi alberi per garantire la sicurezza degli studenti, in risposta ad un incidente avvenuto lo scorso dicembre, quando un pino marittimo cadde nel cortile della scuola primaria Garibaldi.

L’intervento si basa su un’indagine condotta da una ditta ferrarese, specializzata in valutazioni botaniche, che ha evidenziato come questi alberi siano “irreparabilmente compromessi”. Di fronte alla crescente incidenza di eventi meteorologici estremi, la scelta sembra essere quella di prevenire ulteriori incidenti.

Tuttavia, la trasparenza manca. Non è stato ancora chiarito se gli alberi abbattuti verranno sostituiti, o se gli spazi verdi delle scuole si ridurranno a semplici cortili vuoti. Gli attivisti di JesiAmo sollevano dubbi sulle motivazioni dietro questa drastica decisione e richiamano l’attenzione su episodi precedenti, come l’abbattimento dei tigli di viale Trieste. Chiedono spiegazioni alla giunta e sottolineano le apparenti incongruenze tra le azioni passate e quelle attuali.

Le parole di sicurezza e incolumità pubblica, spesso invocate per giustificare tali decisioni, diventano ora motivo di divisione tra la comunità e l’amministrazione. La sfida per Jesi non è solo salvaguardare la sicurezza dei suoi studenti, ma anche mantenere l’integrità e la bellezza degli spazi che essi frequentano.

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