Quattro punti di vista sulla dispersione scolastica

di Lalla
ipsef

pubblicato da Emanuela Annaloro su laletteraturaenoi.it – Punto di vista n.1: a che cosa serve il mio lavoro?, Punto di vista n. 2: una mela più una pera fa un pettegolezzo, Punto di vista n. 3: poveri contro poveri (ma in ripartenza), Punto di vista n. 4: arriva la task force.

pubblicato da Emanuela Annaloro su laletteraturaenoi.it – Punto di vista n.1: a che cosa serve il mio lavoro?, Punto di vista n. 2: una mela più una pera fa un pettegolezzo, Punto di vista n. 3: poveri contro poveri (ma in ripartenza), Punto di vista n. 4: arriva la task force.

Punto di vista n.1: a che cosa serve il mio lavoro?

Insegno in una scuola professionale e tecnica di Palermo dove i ragazzi arrivano carichi di rabbia e spaesamento, costretti a scuola dall’obbligo scolastico. Le mie classi non coincidono mai con l’elenco ufficiale fornito dall’ufficio alunni. Ne ho in elenco alcuni, quasi una decina, che non ho mai visto. Si vede che da qualche parte li hanno iscritti d’ufficio. Fin da settembre chiamiamo le famiglie e, se queste si negano, la scuola li segnala ai servizi competenti. Intanto quei nomi restano lì, poco più che spettri che appaiano e dispaiono seguendo la ciclicità dei controlli. Io non li conosco. Il mio lavoro non li tocca.

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