Quasi tutte le scuole del Sud dicono NO alla fibra ottica, anche se è gratis. Ecco perchè

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Il consorzio GARR ha offerto alle scuole del Sud un collegamento in fibra ottica gratis, su 260 scuole solo 40 hanno accetta, le altre hanno detto no alla proposta.

Il consorzio GARR ha offerto alle scuole del Sud un collegamento in fibra ottica gratis, su 260 scuole solo 40 hanno accetta, le altre hanno detto no alla proposta.

Il consorzio GARR, pioniere dello sviluppo delle infrastrutture, soprattutto quelle dedicate alle scuole, si è posto l’obiettivo di rafforzare la fibra ottica nelle regioni del Sud Italia, in particolare in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia con il progetto GARRXProgress che vuol portare la linea internet superveloce da 100 Mbps a 100Gbps.

Enzo Valente, direttore del GARR, dopo aver trovato i fondi con finanziamenti europee pari a 46 milioni di euro, ha contattato260 dirigenti scolastici per fare la sua proposta. Fornire alle scuole una rete superveloce, secondo Valente, può voler dire innovare profondamente la didattica e fornire un’offerta formativa completamente nuova, ma a sorpresa soltanto 40 presidi hanno accetta di collegarsi alla fibra ottica offerta.




La proposta del GARR è semplice: rete in fibra ottica gratuita in cambio di un canone di 3000 euro l’anno (circa 10 euro al giorno) per 5 anni, per la manutenzione che include anche le revisioni periodiche e le riparazioni con la disponibilità di tecnici 24 ore su 24. Il collegamento e la realizzazione dell’impianto sono, invece, totalmente gratuiti.

Le scuole che hanno respinto l’offerta del GARR hanno motivato il loro no spiegando di non avere i fondi necessari o rispondendo semplicemente di non essere interessati. Probabilmente è vero che molte scuole non hanno la disponibilità economica che permette di pagare il canone di manutenzione ma Carlo Volpe, addetto alle Relazioni Esterne del GARR ha spiegato a Tom’s Hardware che forse il tutto è legato anche al fatto che il nome del GARR “non è molto conosciuto all'esterno degli addetti ai lavori, e quindi probabilmente, magari, la scuola non ha recepito bene di cosa si trattasse. Magari l'hanno scambiata per un operatore commerciale qualsiasi. Forse anche questo non ha agevolato l'adesione".

Riccardo Luna ha scritto su Repubblica un lungo articolo al riguardo, spiegando il progetto GARR e quello che offre.

Il problema principale, spiega Luna nel suo articolo, è che se i soldi stanziati per il progetto GARR non vengono spesi entro il 31 marzo 2014 dovranno essere restituiti a Bruxelles.

 Valente è incredulo nel costatare i dinieghi delle scuole che gettano al vento una simile opportunità soprattutto quando con la Buona Scuola si parla di incentivare il digitale e trovare finanziamenti per il wi fi nelle scuole.

Nel frattempo, scrive Luna su Repubblica, hanno aderito al progetto altre 29 scuole e sono in  corso le verifiche per le attivazioni. Dopo la pubblicazione dell’articolo su Repubblica, intanto, Carlo Volpe racconta che molte altre scuole hanno preso contatto con il GARR per aderire al progetto.

Tutte le scuole italiane possono chiedere di essere collegate alla rete GARR, ma si ricorda che solo per le quattro regioni citate la connessione è gratuita, per tutte le altre regioni oltre ai 3000 euro di canone di manutenzione sono previste anche altre spese.

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