Quasi il 90% dei 17enni europei va ancora a scuola

di
ipsef

di Giulia Boffa  – Secondo la ricerca "Cifre chiave dell’istruzione 2012" dell’Unione Europea, nel 2009, quasi la metà dei 15enni in Europa era iscritta alla secondaria di I grado e l’altra metà era iscritta al II grado. Le iscrizioni al II grado dei 17enni in Europa raggiungono quasi l’80%; più della metà dei 18enni e circa un quarto dei 19enni sono ancora iscritti al II grado, mentre l’iscrizione dei 20enni scende drasticamante a meno del 12%.

di Giulia Boffa  – Secondo la ricerca "Cifre chiave dell’istruzione 2012" dell’Unione Europea, nel 2009, quasi la metà dei 15enni in Europa era iscritta alla secondaria di I grado e l’altra metà era iscritta al II grado. Le iscrizioni al II grado dei 17enni in Europa raggiungono quasi l’80%; più della metà dei 18enni e circa un quarto dei 19enni sono ancora iscritti al II grado, mentre l’iscrizione dei 20enni scende drasticamante a meno del 12%.

In molti Paesi Europei, più della metà dei giovani si iscrivono al II grado all’età di 15 anni. In Belgio, Irlanda, Cipro e Slovenia, quasi tutti i giovani passano al II grado all’età di 16 anni.

In alcuni Paesi, i ragazzi passano al II grado ad un’età maggiore. Il 90% dei 15enni sono ancora al I grado in Danimarca, nei tre Stati Baltici, in Spagna, Malta, Polonia, Finlandia, Svezia, Islanda e Norvegia. Tra il 10% e il 22% sono iscritti al I grado ancora all’età di 17 anni in Danimarca, Germania, Spagna, Lituania, Malta, Olanda e Portogallo. Questo tardo passaggio è dovuto alla lunghezza dei corsi del I grado, che durano fino all’età di 16 anni o, nel caso della Danimarca, fino a 17. Un altro fattore che conduce ad una tarda iscrizione al II grado è la bocciatura in caso di non raggiungimento degli obiettivi richiesti per il livello superiore.
In tutti i Paesi europei, con l’eccezione della Danimarca e dell’Islanda, meno della metà degli studenti di 19 anni è ancora iscritto al II grado, sebbene in 11 Paesi la cifra è di più di un terzo. In Irlanda, Croazia e Cipro, la percentuale scende al 3%.

In alcuni Paesi, un numero significativo di studenti tra i 15 e i 16 anni non sono iscritti nè al I grado nè al II, sebbene l’istruzione sia ancora obbligatoria a questa età. Il limite massimo di età per l’istruzione obbligatoria è di 15 anni in Austria e in Liechtenstein e di 16 in Bulgaria e in Lussemburgo, ma in questi Paesi, tra il 5.5% e il 10.5% dei 15enni non è iscritto in nessun grado. Per i 16enni, questa percentuale si aggira sul 15% in Bulgaria, Lussemburgo e Romania mentre raggiunge il livello massimo del 50% a Malta. Sia a Malta che in Romania, l’istruzione è obbligatoria fino a 16 anni.

Poiché l’età di inizio e la durata dell’istruzione nella secondaria differiscono da Paese a Paese, il passaggio al grado di istruzione superiore non si verifica alla stessa età in tutti i Paesi.

In Europa, nel 2009, infatti, circa il 15% dei 18enni si è iscritto all’università . Nello stesso anno, la frequenza universitaria raggiungeva il 31% degli studenti di 19 anni e il 36% di quelli di 20. Circa il 4% di ogni gruppo di età era iscritto a corsi post diplomi, non universitari.

La Grecia e il Belgio hanno registrato il 41% e il 36% di iscrizioni di 18enni all’Università. Cifre del 20% si sono registrate in Irlanda, Spagna, Francia, Cipro, Olanda, Portogallo, Regno Unito e Turchia. Questo tasso di iscrizione relativamente alto sorprende perché, in questi Paesi, l’istruzione secondaria viene completata di solito a 18 anni. Per i 19enni, paesi come la Grecia e la Slovenia hanno registrato un tasso di iscrizione di poco superiore al 50%. In questi due Paesi ed anche in Lituania, più della metà dei 20enni è iscritta all’università. Di contro meno del 20% di 20enni è iscritta all’università in Danimarca, Islanda e Svizzera.

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