Ritorno a scuola, con due studenti positivi in classe quarantena solo per i non vaccinati. Autosorveglianza per chi ha il vaccino. Le ultime ipotesi

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Sarà un inizio anno molto delicato per quanto riguarda il rientro in classe post festività. Dopo essere intervenuto con un nuovo decreto già il 29 dicembre, il governo pensa nuove misure per la gestione della quarantena a scuola.

Infatti, secondo le ultime indiscrezioni raccolte dall’Ansa, nuove norme sulle quarantene degli studenti sono allo studio da parte dei tecnici del Governo.

Nello specifico, per le scuole primarie e secondarie al momento l’ipotesi è di prevedere, nel caso di due studenti risultati positivi in una classe, solo l’autosorveglianza per chi è vaccinato mentre, per chi non lo è scatterebbe la quarantena.

In verità l’ipotesi così prospettata non sembra allontanarsi moltissimo dal modello attuale di quarantena previsto dal protocollo del 4 novembre scorso, dove con due studenti positivi, gli alunni vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi proseguono la sorveglianza con i due test, a zero e cinque giorni. Quelli non vaccinati invece vanno in quarantena per 10 giorni anche se negativi al primo esame. Per i docenti si procede allo stesso modo (come già succedeva per un solo caso). 

Dunque per capire meglio come stanno le cose, bisogna attendere ulteriori aggiornamenti che arriveranno a breve.

Le scuole, come sappiamo, riapriranno dopo l’Epifania (dal 7 gennaio in poi con calendario regionale che varia da regione a regione), ma ci sono dubbi soprattutto per la recrudescenza del virus con la curva epidemiologica in vertiginosa ascesa.

Per questo motivo l’idea di intervenire sulle quarantene nelle scuole è fra i prossimi pensieri del Governo.

Ad ogni modo, come sappiamo, per la decisione definitiva bisognerà attendere la settimana del 3 gennaio e monitorare la situazione dei contagi. Se i dati saranno ancora in aumento non è escluso che vengano presi anche altri provvedimenti, come la chiusura delle scuole, quantomeno per alcune aree. Ma si tratta al momento di ipotesi.

Nel protocollo, emanato lo scorso 4 novembre, si prescrive che, se la Asl non può intervenire, è il dirigente scolastico insieme al referente Covid a dover individuare i possibili “contatti scolastici” del caso positivo e a prescrivere le misure, seguendo le indicazioni contenute nel documento.

La scuola deve poi comunicare le disposizioni da intraprendere agli studenti (o ai genitori, in caso di minorenni) e agli insegnanti che sono venuti a contatto con il positivo entro le 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi o l’esecuzione del tampone. Il referente Covid deve comunicare alla Asl le misure adottate.

Il nuovo protocollo prevede un tampone da effettuare il prima possibile dal momento in cui si è stati informati del contatto (“tempo zero” T0). Se il risultato è negativo si può già rientrare a scuola senza fare la quarantena. Bisognerà effettuare un secondo tampone dopo cinque giorni (“tempo 5” T5).

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