Quarantena ridotta e solo per i compagni di banco, gli esperti si dividono: chi è favorevole e chi predica prudenza. Si attende parere del Cts

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L’ipotesi di una revisione del protocollo per le quarantene degli studenti, limitandole ai soli compagni di banco dell’alunno Covid-positivo e accorciando i giorni dell’isolamento sembra trovare il consenso di molti esperti. Massimo Andreoni e Matteo Bassetti, ad esempio, si mostrano piuttosto positivi sulla questione. Più cauto Fabrizio Pregliasco.

“Si può fare perché la variante Delta” di Sars-CoV-2 “è molto rapida e si manifesta nei primi 5 giorni dal contatto con il virus. In questo lasso di tempo la probabilità di essere stati contagiati è del 95%, mentre subito dopo scende moltissimo”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

E’ chiaro che dovrà essere isolato chi è stato più a contatto con il positivo – aggiunge l’esperto – quindi il compagno di banco o i vicini, ma poi andrei anche a controllare se ci sono state attività fuori dalla classe magari durante la ricreazione. Sappiamo che la vita scolastica non si trascorre solo in aula, ma anche fuori, quindi sarei attento anche nel ricostruire i contatti del caso positivo“.

L’ipotesi di una quarantena a  scuola per il vicino di banco del positivo” a Covid-19 “e limitata a 5 giorni è una buona idea. Anzi, io dico che per i ragazzi più grandi vaccinati si dovrebbe evitare qualsiasi quarantena. Questo potrebbe essere lo strumento per tornare ad una vita normale completa”, afferma invece all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

Predica prudenza invece Fabrizio Pregliasco: Limitare la quarantena a scuola al solo compagno di banco del positivo, e accorciarne la durata, “significa aumentare il livello di rischio. Si può fare, è un elemento da valutare, ma non nell’immediato“. dice il virologo, docente della Statale di Milano, sull’ipotesi al vaglio del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid.

C’è un desiderio che è quello della riapertura – rileva l’esperto – una spinta oggettiva a voler fare di più e meglio. Io dico facciamolo, ma con progressione“. Limitare la quarantena a scuola “ha un suo senso- riconosce Pregliasco – anche per dare valore ai vaccinati, evidenziare questo vantaggio, ma ancora i vaccinati non possono usufruire di questa libertà – avverte – per colpa di una quota eccessiva di non vaccinati a livello generale. Ci siamo quasi, ma aspettiamo“.

Siamo ancora un po’ indietro – spiega il virologo – rispetto a un dato di circolazione del virus. Ora siamo in una fase decrescente per fortuna, ma – ricorda – ci potrebbe essere un colpo di coda. Aspettiamo ancora un pochino. Valutiamolo, ed è poi una decisione politica rispetto al rischio residuo che aumenta“.

Ricordiamo che il Governo attende il parere del Cts in merito a tale ipotesi: Vanno acquisti ulteriori dati: tutto dipenderà da quella che sarà la circolazione del virus nelle prossime settimane, ma è inevitabile che questo accadrà. Direi che sulla scuola, già tra due/tre settimane potremo fare un punto, intorno al 10 di ottobre“, ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.

Il punto su cui si discute è il modello a “bolla” che prevede, in caso di alunno positivo in classe, di mettere in quarantena solo il compagno di banco o comunque i contatti più vicini. Sarà la regione Lazio a sperimentare il sistema inizialmente. Sistema che riguarderebbe comunque gli studenti dai 12 anni in su. Bisogna dire già siamo ad un punto avanzato tanto da prevedere che a breve potrebbe diventare un modello nazionale. Infatti il progetto “bolle” è già sul tavolo degli esperti del Cts.

L’altra questione è legata alla quarantena e la proposta includerebbe, come accennato in precedenza, la possibilità di ridurre i giorni di quarantena da 7 a 5 giorni se vaccinati.

Fino ad oggi, nella maggior parte dei casi, se viene trovato uno studente positivo viene messa in quarantena tutta la classe. Come secondo passo, viene fatto il tampone dopo 7 giorni ai vaccinati, dopo 10 ai non vaccinati.

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