Quanto vale il merito secondo Renzi? Da 20 a 11 euro al mese

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La "decriptazione" la fa la UIL che oggi ha pubblicato un commento alla bozza di riforma pubblicata anche dalla nostra redazione in anteprima. Grande interesse ha attirato la nostra attenzione l'analisi della riforma degli stipendi.

La "decriptazione" la fa la UIL che oggi ha pubblicato un commento alla bozza di riforma pubblicata anche dalla nostra redazione in anteprima. Grande interesse ha attirato la nostra attenzione l'analisi della riforma degli stipendi.

Si tratta di quei passaggi che abbiamo già ampiamente affrontato in precedenti articoli, ma che la UIL "decripta" in euro. A quanto ammonta, realmente, la proposta di Renzi per valutare la professionalità dei docenti?

Ecco i conti. Nel testo della bozza leggiamo che dal 2019 la progressione di carriera si articola su due binari, uno legato all'anzianità, il cui valore sarà del 30% delle risorse disponibili, che equivarrebbe a circa 125 euro lordi in media per anno (circa 15 lordi mensili), l’altro secondo il “merito” che potrebbe essere eguale per tutti i docenti o articolato in tre fasce;
nel primo caso parliamo di circa 192 ero lordi annui (circa 16 lordi mensili),
nel secondo caso le tre fasce corrisponderebbero a 241, 160 o 128 euro lordi annui (pari a circa 20, 13 o 11 euro lordi mensili).

Il 20% dei docenti, però, rimarrà fuori dal "merito" perché il sistema prevede una distribuzione delle risorse soltanto all'80% dei docenti. Il resto è fuori anche se gli standard saranno elevati.

Secondo la UIL, in media, gli aumenti triennali andrebbero da un minimo di 10 ero mensili lordi per tutti i docenti (senza merito), ad un massimo di 26, se si applicherà una sola fascia di merito, oppure 30, 23 o 21 euro mensili lordi nel caso di tre fasce.

Non dimentichiamo che dal tetto massimo di spesa prevista, bisognerà sottrarre il l’aumento del 10% della retribuzione delle nuove figure previste (mentor e staff), pari a 200 euro lordi medi mensili, non più, quindi, da fondo d'istituto

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