Quanto costa trasformare un posto di organico di fatto in diritto? Gissi (CISL): a seconda gli anni

di redazione
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È guerra delle cifre sugli organici dei docenti per il 2018/19. La Cisl Scuola ha posto la questione nell’ultimo incontro al MIUR e ora rilancia mettendo nero su bianco un po’ di numeri e di conti che non quadrano affatto.

Non è la prima volta che ci si prospetta una contabilità a geometria variabile –  afferma Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola –   dove a seconda del momento i costi del personale aumentano o diminuiscono inspiegabilmente. È ora di finirla, si faccia chiarezza. Noi siamo un sindacato responsabile, consapevole che il rigore è doveroso nella gestione dei conti pubblici, che sono soldi dei cittadini: ma è altrettanto doveroso dire la verità e non giocare con le cifre. Se si vuole un confronto serio e costruttivo, quella è la premessa indispensabile ”.

Nell’incontro di martedì scorso si è appreso che i 150 milioni messi a disposizione dalla legge di bilancio per il 2018 sono stati tradotti dal MEF nell’autorizzazione a stabilizzare circa 3.500 posti, finora funzionanti nel cosiddetto “organico di fatto”. Costo stimabile, 42.000 euro per ogni posto. “ L’anno scorso – prosegue la Gissi – avendo a disposizione 400 milioni il MEF aveva autorizzato la stabilizzazione di oltre 15.000 posti, tra posti comuni e sostegno. Il conto è presto fatto: ogni posto costava 27.000 euro. Possibile che oggi, dopo solo un anno, quel costo sia salito del 55%? ”.

Ma la Cisl Scuola fa ancora altri confronti. L’anno prossimo, andando in attuazione la riforma degli istituti professionali prevista da una delle deleghe della legge 107, nei laboratori di quegli istituti ci sarà una incremento dell’organico degli insegnanti tecnico pratici. Per questa operazione, che produce posti di nuova istituzione, il decreto legislativo di riforma – impostato su una previsione di 1.500 posti –  stanzia 64 milioni, equivalenti a un costo unitario di 42.600 euro.

Ma questi – precisa Maddalena Gissi – sono posti istituiti ex novo, mentre i 3.500 di cui si è discusso nell’incontro di martedì al MIUR non lo sono, trattandosi di stabilizzazioni. In pratica, posti per i quali già si sostiene il costo di contratti di supplenza annuale; la loro trasformazione in contratti stabili non può certo comportare lo stesso onere di una nuova istituzione! ”. “ Se poi si vuole ancora un altro confronto – aggiunge Maddalena Gissi – basta considerare che per i posti istituiti ex novo con la legge 107/2015, che erano circa 55.000, la Buona Scuola stanziava 1,8 miliardi di euro; per ogni posto, dunque, 32.700 euro. Ci sembra che ne sia a sufficienza per esigere da parte di chi gestisce i conti un po’ più di chiarezza ”.

La partita degli organici è sempre molto delicata e anche quest’anno si annuncia movimentata. È comunque una partita fondamentale per il sindacato: “ In gioco ci sono sia la qualità dell’offerta formativa, che si garantisce assicurando alle nostre scuole le condizioni necessarie per un’efficace gestione delle attività, sia l’esigenza di dare stabilità al lavoro – conclude la leader Cisl Scuola – sapendo che questa è la premessa indispensabile per la continuità didattica, così come per un’efficace integrazione degli alunni con difficoltà e disabilità. Tanti spesso ne parlano, noi chiediamo che si faccia quel che serve per renderla possibile nei fatti .”

Organici. 3.530 posti dall’organico di fatto al diritto, 800 posti di potenziamento per l’infanzia, tagli al Sud

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