Quante volte sono stati assunti DSGA senza laurea? Lettera

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inviata da Davide Viola – Gentili Signori Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Ministro del MIUR Lorenzo Fioramonti, nel ringraziarVi innanzitutto per il molto apprezzato e giusto interesse e la buona volontà da Voi manifestata, prima nell’accordo con le OO. SS. del 24 aprile e dopo con l’originaria stesura della proposta del Decreto Legge “Salva Precari” del 10 ottobre, proponendo un’equa soluzione sull’annosa nostra questione dei Direttori SGA facenti funzioni con l’indizione di una procedura a noi riservata, alla luce di quanto beffardamente successivamente accaduto, ossia il diniego della firma di convalida del Decreto stesso, dovuto alla legittimità di tale procedura, sollevata dal Presidente della Repubblica o da qualche tecnocrate del Suo entourage, vorremmo ricordare quanto accaduto in precedenza.

Con l’introduzione della figura del Direttore SGA, nel D.I. n. 44/2001,
vengono anche fissati i requisiti per l’accesso a tale profilo e,
precisamente, il titolo della laurea, requisito a noi mancante e motivo
della cancellazione della procedura come proposta; ma, questo ora
insormontabile totem messo come sbarramento, nella realtà è stato
pressoché sempre superato: la prima occasione è stata per sanare la
situazione del precedente profilo, quello di responsabile amministrativo,
l’antenato del nuovo profilo di DSGA; ebbene, nonostante oltre l’80%
di quel profilo non fosse in possesso del titolo di laurea richiesto,
grazie a un corso concorso con sola valutazione finale ma senza prove di
esame, è stato sanato e divenuto DSGA, ma, si ripete, con la maggioranza
del personale senza titolo;

si passa poi per il D. D. del 28 gennaio 2010, n. 979, (mobilità professionale) che consentì la partecipazione, e la conseguente assunzione, previa superamento delle previste prove, come DSGA anche agli assistenti amministrativi in possesso di un diploma di maturità e con un’anzianità di servizio effettivo non inferiore a 5 anni nel profilo di appartenenza che abbia svolto, per non meno di 3 anni, incarichi per la sostituzione del DSGA;

anche qui, senza soverchi problemi, vengono nuovamente assunti DSGA senza il famigerato e insormontabile titolo.

E’ dei giorni nostri, infine, il concorso ordinario per DSGA, a cui viene concessa nuovamente la partecipazione degli assistenti amministrativi senza titolo d’accesso, purché con un servizio da DSGA di tre annualità negli ultimi otto anni, norma, come noto, non formata ad hoc per questa procedura, ma essendo una Direttiva Europea, già recepita nel nostro ordinamento giuridico.

Ne consegue che, anche in questa ennesima occasione, verosimilmente saranno assunti DSGA senza “quel” titolo.

Abbiamo lasciato per ultime volontariamente due ulteriori situazioni che invero hanno del paradossale: infatti vennero addirittura assunti direttamente come DSGA gli idonei ad un concorso svoltosi nei primi anni novanta per il non più vigente profilo di responsabile amministrativo, tanto che nel 2000 venne depennata la relativa graduatoria provvisoria; un profilo quindi inferiore, con titolo richiesto il diploma, non certo la laurea.

Quindi fu assunto, a partire da metà anni 2000, fino a esaurimento degli idonei, personale che, non solo era sprovvisto del titolo d’accesso previsto, ma in parecchi casi senza alcuna esperienza quando addirittura provenienti dall’esterno del mondo scolastico: come detto, paradossale, ma il risultato, per l’ennesima volta, è sempre lo stesso, in ruolo senza titolo d’accesso, e qui addirittura per tutti gli immessi in ruolo.

Altro paradosso, ai limiti del grottesco, è legato alla seconda posizione economica degli assistenti amministrativi, una posizione stipendiale, che si acquisisce tramite una prova selettiva che non prevede assolutamente la laurea, ma, in compenso, non solo prevede ma obbliga alla sostituzione del DSGA assente, pena la decurtazione della retribuzione in caso di rifiuto, anche per l’intero anno scolastico in caso di posto vacante o disponibile!

Siamo all’assurdo, l’obbligo della sostituzione, benché senza titolo di
accesso…

Ma il paradosso e il grottesco non si conclude qui, perché anche nel caso di accettazione della sostituzione viene ugualmente decurtata la posizione economica!

E questa situazione si ripete anche nel caso di utilizzazione per coprire i posti da DSGA rimasti vacanti o disponibili al 1 settembre di ogni anno, disposta direttamente dal MIUR in ottemperanza a quanto concordato nel CCNI, ossia niente titolo di accesso richiesto ma decurtazione automatica della eventuale posizione economica in possesso.

In conclusione, sembrando non solo un’ingiustizia, ma quasi un accanimento nei nostri confronti, forse figli di un Dio minore, il bocciare la procedura riservata per illegittimità in base a un requisito che è sempre stato storicamente superato, quando non ignorato, in passato, e anche nel nome della tanto declamata meritocrazia, da noi chiaramente guadagnata con un eccellente lavoro sul campo svolto da alcuni per quasi due decenni e nel rispetto e la considerazione che, si dice, dovrebbero essere riservati ai servitori dello Stato, quali noi abbiamo indubbiamente dimostrato di essere e qui invece divenuti concetti inspiegabilmente astratti, ignorati quando non addirittura calpestati, si confida nelle SS. LL., già mostratesi vicine e
favorevolmente attente alla nostra condizione, e si chiede, cortesemente,
di intervenire e intercedere a favore del nostro status durante l’iter
parlamentare della trasformazione in legge del cd. Decreto Scuola,
restituendo e riconoscendo così il giusto merito e la giusta dignità a
noi e al nostro lavoro e impegno, prestato egregiamente sin dal 2001,
evitando quella che oggi appare come una inspiegabile quanto palese
ingiustizia.

Distinti saluti i Un DSGA f.f.

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