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Quando posso monetizzare le ferie? Ipotesi tassative o si possono integrare?

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L’ARAN si pronuncia su un quesito che riguarda il comparto delle Funzioni Locali, ma la materia interessa anche quello scolastico. La questione riguarda la Dichiarazione congiunta allegata al CCNL di riferimento lì dove prevede una serie di possibili cause di monetizzazione, all’atto della cessazione dal servizio, delle ferie non fruite, viene chiesto se tale elenco ha carattere tassativo ed esaustivo o potrebbero essere configurate per analogia altre possibili ipotesi di monetizzazione ed in tal caso le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica in atto potrebbero integrare una di queste ipotesi ulteriori?

La norma principale
L’art.5, comma 8, della legge n.135/2012 ha disposto il divieto di monetizzazione delle ferie non godute dei pubblici dipendenti, salvo i limitati casi in cui questa possa ritenersi ancora possibile sulla base delle citate previsioni legislative e delle indicazioni fornite dal Dipartimento della Funzione Pubblica con le note n.32937 del 6.8.2012 e n.40033 dell’8.10.2012.

La dichiarazione congiunta a CCNL scuola 2018:
In relazione a quanto previsto all’art. 40, comma 2 (Disposizioni speciali per la Sezione Scuola), all’art. 45, comma 1 (Ferie) e all’art. 70, comma 1(Ferie), le parti si danno reciprocamente atto che, in base alle circolari applicative di quanto stabilito dall’art. 5, comma 8, del D.L. 95 convertito nella legge 135 del 2012 (MEF-Dip. Ragioneria Generale dello Stato prot. 77389 del 14/09/2012 e prot. 94806 del 9/11/2012- Dip. Funzione Pubblica prot. 32937 del 6/08/2012 e prot. 40033 dell’ 8/10/2012), all’atto della cessazione del servizio le ferie non fruite sono monetizzabili solo nei casi in cui l’impossibilità di fruire delle ferie non è imputabile o riconducibile al dipendente come le ipotesi di decesso, malattia e infortunio, risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneità fisica permanente e assoluta, congedo obbligatorio per maternità o paternità.Per il settore scuola, oltre alle disposizioni di legge sopra richiamate, resta fermo anche quanto previsto dall’art. 1, commi 54, 55 e 56 della legge n. 228/2012.

Per prevedere nuove ipotesi di monetizzazione delle ferie serve il pronunciamento dell’autorità competente
L’ARAN rileva, ritornando al quesito principale, che laddove si ponga, come nella fattispecie dedotta, la richiesta di un indirizzo interpretativo sulla possibilità o meno di configurare  ipotesi di monetizzazione ulteriori rispetto a quelle rinvenibili nella citata Dichiarazione congiunta, si deve osservare che la richiesta stessa attiene alla definizione della portata applicativa delle specifiche disposizioni di legge sopra ricordate come interpretate nelle citate circolari. La tematica esula quindi dall’attività di assistenza dell’ARAN, limitata dall’art. 46, comma 1, del dlgs. n.165/2001, esclusivamente alla formulazione di orientamenti per l’uniforme applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e pertanto  l’Agenzia rinvia alle indicazioni formulate in materia dal Dipartimento della Funzione Pubblica.
Dunque è da attendersi prossimamente un pronunciamento su tale questione da parte della Funzione Pubblica, fino a quel momento non si potranno prevedere altre ipotesi integrative od analogiche rispetto a quelle contemplate dal quadro normativo salvo diverse modifiche legislative e/o contrattuali.

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