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Quando le scuole “chiudono” scatta il piano per la Didattica Digitale integrata. Regolamenti di istituto e Contratto nazionale integrativo

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Le scuole italiane tornano a chiudere anche se, questa volta, con le vaccinazioni che seppur lentamente proseguono, potrebbe trattarsi davvero degli ultimi sacrifici. Sappiamo che a regolamentare l’erogazione dell’attività scolastica a distanza è il Piano scolastico per la didattica digitale integrata che ogni istituzione adotta nel rispetto delle linee guida ministeriali e del contratto integrativo. In particolare ci concentreremo sul numero di ore da svolgere in DAD per gli insegnanti della scuola primaria; se è possibile aggiornare il Piano della Didattica Digitale Integrata, quali i ruoli degli organi collegiali e del DS. Ed infine un argomento recentemente alla ribalta tra i docenti e dirigenti: quali le differenze tra attività di insegnamento in modalità asincrona e attività funzionali all’insegnamento?

Per “scuola chiusa” si intende la sospensione delle attività didattiche in presenza, ferma restando la presenza di quelle categorie di studenti autorizzate alla frequenza.

Quesiti dei lettori – Monte orario da svolgere durante la DAD

Una gentile insegnante ci chiede una consulenza:

Sono un docente di scuola primaria; volevo sapere: quante ore deve svolgere un’insegnante di scuola primaria online? Mi spiego: l’orario dei docenti è di 22h +2 di programmazione.
Siamo obbligati a svolgere tutte le ore online?
Alcuni insegnanti dicono che il nostro orario di servizio deve essere almeno di 20 ore…
Ma molti sindacati dicono di no, anche perché non vi è un vincolo, poiché le ore che non effettuiamo in modalità sincrona, le svolgiamo in asincrono e vi assicuro che sono veramente tante (assegnazione compiti, correzione e preparazione della lezione). Se poi contiamo che un insegnante ha più classi, allora la soglia delle 22 ore viene di gran lunga superata! Senza contare le numerose riunioni ordinarie (programmazione) e straordinarie.

Inoltre, di recente, il dirigente scolastico ci ha comunicato che le ore da effettuare in modalità sincrona aumenteranno, nonostante una delibera collegiale preveda diversamente. Potete darmi una spiegazione?”

I documenti programmatici che riguardano la didattica a distanza

Tre sono i documenti fondamentali che ci permettono di fare luce sull’articolazione dell’orario del personale docente e la frequenza delle lezioni in tempi di Pandemia. In ordine temporale:

  • le Linee guida ministeriali per la Didattica digitale integrata;
  • il Piano scolastico per la Didattica digitale integrata (PSDDI) che ogni istituzione scolastica deve redigere in conformità alle prime;
  • il contratto collettivo nazionale integrativo concernente le modalità e i criteri sulla base dei quali erogare le prestazioni lavorative a distanza.

Linee guida ministeriali e Piano scolastico per la Didattica digitale integrata

Nell’agosto dello scorso anno il Ministero dell’istruzione adottò le Linee guida sulla Didattica digitale integrata per l’anno scolastico 2020/2021. Le medesime costituirono la cornice di riferimento per la redazione dei Piani scolastici per la didattica digitale integrata da parte delle istituzioni scolastiche. Le modalità di attuazione ed organizzazione della D.D.I. sono declinate in tali documenti. Ogni scuola ha redatto nella prima parte dell’anno scolastico in corso un piano strategico per la D.D.I. in seguito a proposta del proprio Dirigente scolastico, in linea con le disposizioni normative, su delibera del Collegio docenti ed approvazione del Consiglio di istituto.

Tale procedura, appena sopra descritta, è verosimilmente la medesima che conduce all’approvazione del PTOF – documento fondamentale costitutito dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche contenente la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa – al quale in allegato troviamo proprio il PSDDI.

Tra le disposizioni all’interno del Piano per la DDI vi sono i criteri di organizzazione dell’orario e frequenza lezioni

All’interno del piano scolastico per la didattica digitale integrata ogni istituzione scolastica declina:

  • Organizzazione della Didattica Digitale Integrata: analisi del fabbisogno, obiettivi da perseguire, strumenti da utilizzare, orario e frequenza delle lezioni.
  • Metodologie e strumenti per la verifica
  • Valutazione
  • Le attività di potenziamento formativo per gli alunni BES
  • Regole da seguire in tema di privacy, sicurezza e rapporti scuola-famiglia
  • Riunioni degli Organi collegiali e le Assemblee
  • Formazione del personale docente e del personale assistente tecnico

Linee guida per la didattica digitale integrata – Qui è contenuto l’orario minimo delle lezioni da garantire in caso di DAD esclusiva

Le linee guida del Ministero dell’istruzione, in data 7 agosto 2020, dedicano un ampio paragrafo riguardante l’orario delle lezioni. Viene sottolineata l’importanza di offrire, nel corso della giornata scolastica agli alunni in D.D.I., una combinazione adeguata di attività in modalità sincrona e asincrona, per consentire di ottimizzare l’offerta didattica con i ritmi di apprendimento, avendo cura di prevedere sufficienti momenti di pausa.

È evidenziato come le istituzioni scolastiche, nella strutturazione dell’orario settimanale in DDI, in riferimento alla propria autonomia e flessibilità, possano suddividere le classi in due o più gruppi, in base alla situazione epidemiologica locale, consentendo un simultaneo svolgimento – o in modalità complementare l’una con l’altra – della didattica in presenza e didattica a distanza. Il tutto, effettuando una rotazione temporale a giorni o settimane alterne, in base ai criteri deliberati dal Collegio docenti, rifacendosi ai quali i consigli di classe individuano i componenti dei vari gruppi di studenti.

Come previsto dal DPR 275/99 è inoltre possibile fare ricorso alla riduzione dell’unità oraria di lezione, alla compattazione delle discipline, nonché adottare tutte le forme di flessibilità didattica e organizzativa.

Nel caso in cui la Ditattica digitale divenga strumento unico di espletamento del servizio scolastico, a seguito di eventuali nuove situazioni di lockdown, saranno da prevedersi quote orarie settimanali minime di lezione:

Scuola del primo ciclo: assicurare almeno 15 ore settimanali di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo classe – dieci ore per le classi prime della scuola primaria -, organizzate anche in maniera flessibile, in cui costruire percorsi disciplinari e interdisciplinari, con possibilità di prevedere ulteriori attività in piccolo gruppo, nonché proposte in modalità asincrona secondo le metodologie ritenute più idonee. [Linee guida ministeriali per la D.D.I.]

Le quote orarie settimanali in DAD da garantire negli altri ordini di scuola

  • Scuola dell’infanzia – Non è specificato un minimo di ore settimanali: l’aspetto più importante è mantenere il contatto con i bambini e con le famiglie. Diverse possono essere le modalità di contatto: dalla videochiamata, al messaggio per il tramite del rappresentante di sezione o anche la videoconferenza, per mantenere il rapporto con gli insegnanti e gli altri compagni. Tenuto conto dell’età degli alunni, è preferibile proporre piccole esperienze, brevi filmati o file audio.
  • Scuola secondaria di secondo grado: assicurare almeno venti ore settimanali di didattica in
    modalità sincrona con l’intero gruppo classe, con possibilità di prevedere ulteriori attività in piccolo gruppo nonché proposte in modalità asincrona secondo le metodologie ritenute più idonee.
  • CPIA: per i percorsi di primo livello, primo periodo didattico, almeno nove ore alla settimana di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo di apprendimento; per i percorsi di primo livello, secondo periodo didattico, assicurare almeno dodici ore alla settimana di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo di apprendimento; per i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana assicurare almeno otto ore alla settimana di didattica in modalità sincrona con ogni gruppo di apprendimento; per i percorsi di secondo livello assicurare almeno quattro ore al giorno di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo di apprendimento.

Monte orario docenti – Possibilità di pause all’interno dell’ora di DAD – Contratto integrativo DDI e successive note operative

Come riportato all’articolo 2 del Contratto collettivo nazionale integrativo sulla DDI, ciascun docente, in accordo con il Dirigente scolastico, sulla base dei criteri stabiliti dal Collegio nel PSDDI, completa il proprio monte ore settimanale -fermo restando l’orario settimanale dei docenti stabilito dal CCNL – recuperando le eventuali ore di videolezione non svolte, rispetto al normale orario in presenza, con la predisposizione delle attività didattiche in modalità asincrona a favore delle stesse classi.

Il docente ha facoltà di introdurre, come peraltro possibile nell’attività didattica svolta in presenza, gli
opportuni momenti di pausa nel corso della lezione in DDI, anche in funzione della valorizzazione della capacità di attenzione degli alunni. Tale possibilità è prevista anche nel caso siano state adottate unità orarie inferiori a 60 minuti. [note operative M.I. 09-11-2020].

Il dirigente scolastico dispone l’orario in DAD

Fermo restando l’orario di servizio settimanale dei docenti stabilito dal CCNL, il Dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal Collegio docenti nel Piano scolastico per la didattica digitale integrata, predispone l’orario delle attività educative e didattiche con la quota oraria che ciascun docente dedica alla didattica digitale integrata, avendo cura di assicurare adeguato spazio settimanale a tutte le discipline sia che la DDI sia scelta come modalità complementare alla didattica in presenza, sia che essa costituisca lo strumento esclusivo derivante da nuove condizioni epidemiologiche rilevanti.

La dirigenza scolastica, nel rispetto delle deliberazioni degli organi collegiali nell’ambito del Piano DDI,
adotta, comunque, ogni disposizione organizzativa atta a creare le migliori condizioni per l’attuazione
delle disposizioni normative a tutela della sicurezza e della salute della collettività, nonché per l’erogazione della didattica in DDI, anche autorizzando l’attività non in presenza, e garantendo che la prestazione lavorativa sia comunque erogata. Sui criteri generali di svolgimento dell’attività in DDI da parte dei docenti, all’interno o all’esterno dell’istituzione scolastica, è resa informativa alle RSU.

Risposta al quesito – Conclusioni

Oltre a quanto indicato in premessa, procediamo ad un ulteriore riepilogo e conclusioni finali

Orario di servizio settimanale – Scuola primaria

Gli insegnanti della scuola primaria devono svolgere l’orario di servizio settimanale come da contratto collettivo nazionale del lavoro che all’articolo 28 prevede:

“In coerenza con il calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di insegnamento si svolge in:

  • 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia
  • 22 ore settimanali nella scuola primaria
  • 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica,

distribuite in non meno di cinque giornate settimanali.

Poi, come già preventivato dalla nostra lettrice:

Alle 22 ore settimanali di insegnamento stabilite per gli insegnanti della scuola primaria, vanno aggiunte 2 ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti interessati, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni.”

La distribuzione dell’orario di servizio in non meno di cinque giornate settimanali assicura la fruizione del giorno libero che, seppure non esplicitamente indicato nella normativa, è diventato prassi.

Orario di servizio settimanale ai tempi della Pandemia – Scuola primaria

È il piano scolastico per la didattica digitale integrata, che ogni scuola ha già redatto all’inizio dell’anno scolastico 2020/21, a declinare le modalità di attuazione ed organizzazione del servizio agli studenti. All’interno di esso vi sono i criteri di organizzazione dell’orario e frequenza lezioni.

Ogni istituzione scolastica, nel rispetto di quanto indicato nell’articolo 28 del CCNL e facendo riferimento alle Linee guida ministeriali sulla D.D.I., stabilisce la quota oraria da destinare alle attività in modalità sincrona ed asincrona. Per la scuola primaria trattasi di assicurare almeno 15 ore settimanali di didattica in modalità sincrona con l’intero gruppo classe – dieci ore per le classi prime della scuola primaria -, organizzate anche in maniera flessibile.

Chi stabilisce i criteri di organizzazione oraria in DAD

Il Regolamento per la didattica digitale integrata è redatto tenendo conto delle norme e dei documenti ministeriali ed è approvato, su impulso del Dirigente scolastico, dal Collegio dei docenti, l’organo collegiale responsabile dell’organizzazione delle attività didattiche ed educative della Scuola, e dal Consiglio d’Istituto, l’organo di indirizzo politico-amministrativo e di controllo della scuola che rappresenta tutti i componenti della comunità scolastica.

Fermo restando l’orario di servizio settimanale dei docenti stabilito dal CCNL, il Dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal Collegio docenti, predispone l’orario delle attività educative e didattiche con la quota oraria che ciascun docente dedica alla didattica digitale integrata, avendo cura di assicurare adeguato spazio settimanale a tutte le discipline sia che la DDI sia scelta come modalità complementare alla didattica in presenza, sia che essa costituisca lo strumento esclusivo derivante da nuove condizioni epidemiologiche rilevanti.

Il completamento dell’orario di servizio con attività in modalità asincrona

Il personale docente è tenuto al rispetto del proprio orario di servizio, anche nel caso in cui siano state adottate unità orarie inferiori a 60 minuti, con gli eventuali recuperi, e alle prestazioni connesse all’esercizio della professione docente, nelle modalità previste dal Piano DDI.

In particolare, il docente assicura le prestazioni in modalità sincrona al gruppo classe o a gruppi circoscritti di alunni della classe, integrando dette attività in modalità asincrona a completamento dell’orario settimanale di servizio, sulla base di quanto previsto nel Piano DDI.

Le linee guida stabiliscono di assicurare ALMENO un tot di ore in attività sincrona, quindi è possibile sia stato deliberato nell’istituzione scolastica di cui fa parte l’autrice del quesito, un numero anche superiore di ore, sempre nel rispetto dell’orario settimanale degli insegnanti. Và da sè che il completamento in modalità asincrona non può che essere di 2 ore, se 20 sono quelle attribuite all’attività sincrona. Le restanti 2 ore vengono espletate nell’ambito della programmazione, come già detto.

PSDDI – Il dirigente scolastico organizza le attività nel rispetto dei criteri stabiliti dal Collegio

Il dirigente scolastico non può arbitrariamente aumentare le ore destinate a determinate tipologie di attività – sincrona ed asincrona – se quest’ultime sono state stabilite in misura differente dagli OOCC all’interno del piano scolastico per la didattica digitale integrata. O perlomeno deve dare ampia motivazione di un eventuale discostamento – provvisorio e per cause eccezionali – da quanto già prefissato dagli organi collegiali.

Il PSDDI ha validità a partire dall’anno scolastico 2020/2021 e può essere modificato dal Collegio dei docenti e dal Consiglio di Istituto anche su proposta delle singole componenti scolastiche e degli Organi collegiali, previa informazione e condivisione da parte della comunità scolastica.

Le attività funzionali all’insegnamento e le attività in modalità asincrona

Dal nostro quesito riprendiamo:

poiché le ore che non effettuiamo in modalità sincrona, le svolgiamo in asincrono e vi assicuro che sono veramente tante (assegnazione compiti, correzione e preparazione della lezione).

Ad oggi non vi è una regolamentazione legislativa esaustiva sulla modalità asincrona di insegnamento; difatti sono 2 le fazioni tra gli addetti ai lavori su questo argomento:

  • quelli che ritengono che le attività svolte in  modalità asincrona, quali l’assegnazione compiti, correzione e preparazione della lezione, rientrino a pieno diritto tra le attività di insegnamento
  • quelli che sostengono tali attività immediatamente sopra citate quali funzionali all’insegnamento come da articolo 29 del CCNL; e quindi debbano essere espletate dai docenti oltre il loro monte orario come da art 28 del medesimo.

Anche in questo caso è l’autonomia delle istituzioni scolastiche a risolvere momentaneamente tale questione. Nel PSDDI va specificato quali attività predisporre da parte dei docenti nell’ambito delle lezioni asincrone e mettere nero su bianco che quest’ultime non possono ridursi ad una mera proposta di materiali agli studenti senza alcuna interazione da parte dell’insegnante.

Occorre, nella lezione asincrona, una intermediazione del docente, un supporto didattico costante durante l’ora, nell’ottica di un apprendimento più efficace, e che venga incontro alle singole esigenze dei diversi alunni.

Linee Guida ministeriali per la didattica digitale integrata

Contratto collettivo nazionale integrativo per la didattica a distanza

Contratto sulla Didattica digitale integrata. Note operative.

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