Quando il prof non dà il buon esempio: il 77% fuma davanti agli studenti

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 Red – I docenti danno il cattivo esempio quando si parla di fumo: il 77% dei prof (1 su 2 alle medie) fuma in cortile o nei corridoi,  alcuni addirittura in classe (il 3%), ma anche alcuni dirigenti scolastici fumano in presidenza alla presenza dei ragazzi mentre vengono richiamati al rispetto delle norme scolastiche e civili. 

 Red – I docenti danno il cattivo esempio quando si parla di fumo: il 77% dei prof (1 su 2 alle medie) fuma in cortile o nei corridoi,  alcuni addirittura in classe (il 3%), ma anche alcuni dirigenti scolastici fumano in presidenza alla presenza dei ragazzi mentre vengono richiamati al rispetto delle norme scolastiche e civili. 

 
E’ quanto emerge dallo studio intitolato ‘Generazione in fumo, strategie per non cominciare, strumenti per smettere", elaborato dall’associazione I-Think di Ignazio Marino elaborando i dati delle principali ricerche italiane e internazionali.
 
I giovani studenti cominciano presto, l’87% entro i 20 anni,arrivano ad un milione e mezzo tra i 15 e i 24 anni,per lo più femmine ( il 21,8% contro il 15,9% dei maschi), la metà comincia per emulazione del gruppo, mentre un 27,6% lo fa per "consolarsi". 
 
Sulla base di questi dati allarmanti lo stesso Marino, insieme al presidente della Commissione Sanità del Senato Antonio Tomassini, ha rilanciato il ddl sul fumo presentato in Senato già nel 2010 che  prevede di estendere il divieto di fumo a tutti gli ambienti scolastici, l’introduzione di un bugiardino con l’elenco delle sostanze nocive come per i farmaci e la creazione di un fondo per la prevenzione.
 
 Parte del contenuto del provvedimento, in particolare l’innalzamento dai 16 ai 18 anni del divieto di vendita dei tabacchi e l’inasprimento delle multe per i tabaccai trasgressori, è stata recepita dal decreto Sanità da domani all’esame delle Camere. 

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