Quali sono i margini per cambiare le deleghe? Il rischio è che si ripeta lo schema della “Buona Scuola”

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Nella giornata del 14 gennaio è stato dato il via libera in Consiglio dei Ministri a otto decreti legislativi di attuazione della legge Buona Scuola.

La ministra dell’Istruzione ha scritto “Importante il via libera di oggi ai decreti de # labuonascuola . Ora al lavoro nelle Commissioni per ascoltare tutti i soggetti coinvolti.”. Il Premier, sulla stessa linea, ha scritto: “Approvati oggi i decreti attuativi sulla # scuola . Un pacchetto importante, aperto al contributo del Parlamento. Le # riforme non si fermano”.

Bene. Hanno scritto che scadenza era prevista per il 15 gennaio. Il Governo ha già approvato i DLGS la cui ossatura non potrà essere modificata. Dunque, il confronto con i soggetti che verranno chiamati in causa, quali  ” Dirigenti scolastici, insegnanti, personale della scuola, sindacati, studenti, famiglie, associazioni, stakeholder” in modo che i testi finali saranno frutto della massima condivisione possibile, quanto sarà costruttivo? Quanto sarà una simulazione di un confronto?

Ad esempio, nel comunicato stampa del Governo è stato scritto che  chi vuole insegnare nella scuola secondaria di I e II grado deve abilitarsi, dopo la laurea, attraverso il tirocinio formativo attivo (TFA). L’abilitazione consente di accedere alla seconda fascia delle graduatorie di istituto per fare le supplenze. Per il ruolo occorre attendere e superare un concorso. Il decreto prevede che dopo la laurea si parteciperà ad un concorso. Chi lo supererà si inserirà in un percorso di formazione di tre anni, due dei quali fatti anche a scuola. Il percorso si concluderà, dopo il terzo anno, con l’assunzione a tempo indeterminato. Il decreto riguarda le future e i futuri insegnanti e prevede una fase transitoria per chi oggi è già iscritto nelle graduatorie di istituto”.

Quali margini di intervento saranno mai possibili? E sorge il sospetto che giungendo alla fine le GAE, verranno impiegati i “tirocinanti”triennali per fare supplenza? E con stipendio irrisorio? D’altronde ciò accade da tempo nel mondo del lavoro privato con gli stage. Gran sfruttamento nel lavoro, con la scusa di imparare un mestiere e la promessa di una futura assunzione. Sarebbe un bel colpo per le casse dello Stato, un risparmio notevole, ma una gran schifezza in materia di diritti dei lavoratori e dignità del personale della scuola. Ecco, se per caso qualcuno ha in mente di proporre un sistema similare nella scuola, va fermato.

Altra questione che voglio sollevare è l’INVALSI. Verrebbe eliminato dall’esame di terza media. Ma si scrive che rimane nel corso dell’anno scolastico. Se non è propedeutico all’esame finale, significa che non è obbligatorio per gli studenti, ma se è propedeutico all’esame finale, non cambia un bel nulla. E’ comunque da evidenziare che le prove che caratterizzeranno l’esame di terza saranno sulle stesse materie che caratterizzeranno l’INVALSI. Italiano, matematica ed una lingua straniera. E le prove dell’INVALSI probabilmente dureranno non più due giorni ma tre giorni. Si continua ad insistere in un sistema fallimentare.

Quali margini di intervento saranno mai possibili in ciò da parte del Governo che in via democratica, dopo aver approvato i vari decreti attuativi, ora dice vi ascoltiamo? Quando l’ossatura e l’essenzialità della via che vogliono perseguire è già predeterminata?

Se le parti sociali, gli studenti e le famiglie, diranno no all’INVALSI, ad esempio, il Governo farà marcia indietro? Ne dubito fortemente. Questo, per evidenziare, come si sta ripetendo lo stesso schema che ha portato alla “buona scuola”.

Una consultazione autoreferenziale che è servita solamente a legittimare in apparenza la peggior legge in materia d’istruzione mai fatta in Italia da quando esiste la Repubblica. Ancora una volta si persevera nella strada irrispettosa nei confronti dei lavoratori della scuola e non solo.

Certo, diranno che non c’era tempo che avevano fretta, la stessa fretta che magari qualcuno aveva per introdurre la bocciatura nella scuola primaria. Cosa assurda ed incredibile, e poi alla fine pare che si sia raggiunto un compromesso che nella sostanza non muta un bel niente rispetto all’esistente. Ecco, questo è quello che si rischia, tanto fumo che non intaccherà la sostanza già definita e decisa e servita.

I testi delle deleghe

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