Quale didattica ai tempi del COVID-19. Lettera


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Inviata da Andrea Parenti – Non mi perdo in voli pindarici su come realizzare la didattica online perfetta, perché mi pare che ultimamente si siano scritti terabyte sull’argomento. Vorrei invece condividere la didattica ‘vera’, almeno per me e i miei colleghi, quella sul campo, non quella dei teorici del tutto.

Parto da una premessa: la Scuola è morta ed è rinata! Noi tutti ci siamo trovati nel giro di pochi giorni a dover reinventare tutto della nostra professione, probabilmente più di chiunque altro. Nella mia scuola, fortunatamente, avevamo già strumenti attivati per erogare formazione a distanza e quasi tutti i colleghi già la utilizzavano. Sono certo che la stragrande maggioranza dei colleghi italiani ha le capacità per acquisire le competenze per erogare FAD, ma il problema non è questo. Il problema è la miopia di alcuni, che credono che sia sufficiente attivare un singolo canale comunicativo per aver assolto il proprio compito educativo, non è così.

Ogni ragazzo, in questa fase è un mondo a sé con le sue fragilità e le sue difficoltà, accentuate dall’impossibilità di condividere un luogo comune con i suoi compagni. Noi siamo partiti da loro e da ogni loro singola difficoltà, attivando tutti i canali formali ed informali per permettere ad ognuno di mantenere il contatto. Ogni social, ogni app di messaggi, web, SMS, email è diventato canale di comunicazione bidirezionale, insomma tutto per rendere tutti uguali nella difficoltà. Oggi più che mai non ritengo sia importante la forma quanto il fine. Alcuni puntano tutto sulle lezioni sincrone pensando di replicare online le dinamiche della lezione frontale in classe.

L’esperienza ci ha dimostrato che ciò non è possibile, i momenti in “diretta” sono purtroppo non inclusivi, qualcuno rimarrà fuori, non avrà la linea, la banda, il PC ecc. I momenti in diretta dovrebbero essere principalmente di ristrutturazione del lavoro personale svolto e di rafforzamento dei rapporti interpersonali. Per i ragazzi è difficile ripercorrere le dinamiche scolastiche in un ambiente che hanno sempre considerato altro dalla scuola, casa loro, il luogo del relax e dello svago. Invece alcune scuole, su input dei dirigenti (e non solo) impongono la lezione sincrona, con cadenza fissa, di durata canonica, ma questa non può essere la didattica ai tempi del COVID-19, quella scuola è morta, ne è nata una nuova. Prima tutti ce ne renderemo conto e prima potremo ottenere da questo nuovo modo poliedrico di fare scuola ottimi risultati.

 

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