Può un lavoratore della scuola verificare come vengono assegnate le risorse del FIS a favore di altro personale?

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Un ricorrente dichiaratosi dipendente della resistente Amministrazione scolastica, con istanza ha chiesto all’Istituto l’accesso ai documenti ivi indicati consistenti nella deliberazione istitutiva del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, del provvedimento di destinazione dei medesimi fondi, dell’avviso di assegnazione e gli incarichi aggiuntivi emanato dall’istituto e degli atti involgenti l’effettivo svolgimento delle prestazioni, in tale ambito, da parte degli assistenti amministrativi in servizio presso l’Istituto, si pronuncia con sentenza n° 02441/2022, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia.

La questione
Con il ricorso parte ricorrente ha dedotto l’illegittimità della decisione dell’Amministrazione nella parte in cui ha negato il rilascio sia dell’avviso di assegnazione degli incarichi, sia degli atti involgenti le prestazioni degli altri dipendenti. Si è costituito in giudizio il Ministero dell’istruzione il quale, con memoria ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo sul rilievo che la richiesta d’accesso è connessa al rapporto di servizio del dipendente con l’istituto scolastico, concluso per l’infondatezza dell’avversaria domanda in considerazione che i documenti richiesti non inciderebbero direttamente sulla posizione del ricorrente, ma riguarderebbero la posizione di personale inquadrato in altro profilo lavorativo; le attività oggetto dei criteri generali di ripartizione delle risorse per le prestazioni aggiuntive del personale ATA riguarderebbero prestazioni a carico dei soli collaboratori scolastici, ossia di personale inquadrato in un profilo diverso da quello del ricorrente.

No al controllo generalizzato dell’attività della scuola sull’assegnazione delle risorse del FIS
Per i giudici in via preliminare va disattesa l’eccezione intesa a revocare in dubbio la giurisdizione del giudice amministrativo sull’odierna controversia in considerazione che, al di là della situazione sottesa all’istanza di accesso, la stessa riguarda, in ogni caso documentazione amministrativa ex art. 22 l. n. 241 del 1990 la quale non muta la propria veste allorché si tratti di atti che involgano il rapporto di lavoro del dipendente pubblico. Ciò detto, il ricorso va dichiarato inammissibile per due diversi motivi. Parte resistente ha fondatamente eccepito la sostanziale carenza di interesse alla base dell’istanza del ricorrente in considerazione che il proprio profilo professionale di inquadramento è – ciò che è incontestato – diverso da quello al quale sono destinate le attività programmate dall’Amministrazione e alle quali la richiesta ostensiva si riferisce.
Aspetto, questo, che colora l’istanza di una non ammissibile – nella prospettiva della disciplina dell’accesso c.d. tradizionale di cui alla l. n. 241 del 1990 – finalità di controllo generalizzato dell’azione amministrativa. Sotto altro profilo, con specifico riferimento agli atti involgenti la posizione degli altri dipendenti e fermo restando quanto appena detto, non può non essere rilevato come parte ricorrente, per un verso non abbia notificato il ricorso ai controinteressati e, ad un tempo, non abbia né detto di non conoscerne le generalità, né abbia, ancora, chiesto alcunché per dar luogo alla corretta instaurazione del contraddittorio.Alla luce delle suesposte considerazioni il ricorso va dichiarato inammissibile.

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