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Può la scuola inviare i dati di uno studente ad aziende private per scopi orientativi e lavorativi? Ecco cosa dice il Garante

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Gli studenti di istituzioni educative di vario tipo – dalle scuole del sistema nazionale di istruzione ai centri di formazione professionale regionale, dalle scuole private non paritarie alle istituzioni di alta formazione artistica e coreutica, fino alle università statali e non – stanno richiedendo sempre più spesso che i loro dati personali, compresi quelli relativi ai risultati formativi, siano resi accessibili a terzi. Questa richiesta nasce dalla volontà di facilitare l’orientamento, la formazione e l’inserimento professionale, anche all’estero. Ma è una richiesta che solleva una serie di questioni delicate.

La Diffusione dei Dati: Una Pratica Legittima?

La diffusione di dati personali, compresi quelli relativi agli esiti formativi, è una pratica che può essere legittimamente attuata dalle istituzioni educative, purché vengano rispettate alcune condizioni. Prima di tutto, la diffusione può avvenire solo su richiesta degli studenti interessati. Inoltre, non possono essere diffusi dati appartenenti a particolari categorie o dati relativi a condanne penali. Infine, prima di procedere alla diffusione, le istituzioni educative devono informare gli studenti su quali dati saranno utilizzati e per quali finalità.

Il Ruolo delle Istituzioni Educative: Informare e Proteggere

Le istituzioni educative hanno un ruolo fondamentale nel garantire che la diffusione dei dati degli studenti avvenga nel rispetto della privacy e dei diritti degli studenti. Prima di procedere alla diffusione dei dati, devono informare gli studenti su quali dati saranno utilizzati e per quali finalità. Questo passaggio è fondamentale per garantire che gli studenti siano pienamente consapevoli di come i loro dati saranno utilizzati e possano esercitare il loro diritto alla privacy.

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