Puntare sulle riforme pensando alle future generazioni

di Lalla
ipsef

red – Comunicato Agesc-Fism-Fidae, CdO Opere Formative, Msc su riforme

red – Comunicato Agesc-Fism-Fidae, CdO Opere Formative, Msc su riforme

Si apre un triennio politico che dovrebbe essere dedicato alle riforme necessarie per un salto di qualità del nostro Paese.
Concordiamo con il ministro Tremonti che, citando De Gasperi, riguardo alle riforme invita a pensare alle “future generazioni”.

Per questo chiediamo che non si tratti solo di riforme relative al sistema di equilibrio fra i poteri dello Stato, fra esecutivo, legislativo e giudiziario, o al sistema economico e imprenditoriale: si tratta di questioni importanti e necessarie ma che devono essere accompagnate dalle riforme sociali indispensabili per garantire un futuro alla società italiana, altrimenti destinata ad un declino inarrestabile. Per evitarlo è necessario invertire il calo demografico del Paese, favorire le condizioni di vita delle famiglie che creano una società stabile e ricca, sostenere lo sforzo educativo delle famiglie e delle scuole, garantendo la loro libertà e la loro qualità.

Siamo perciò d’accordo con il presidente Napolitano sul fatto che “le riforme non sono una formula magica” ma che occorrono “tanti interventi che possono apparire limitati ma sono importantissimi”.

Riteniamo pertanto che, insieme alle riforme sulle istituzioni, sulla giustizia, sullo sviluppo economico, ervano interventi per favorire la libertà di fare figli con sostegni alla natalità (se non vogliamo un Paese
invecchiato), per sostenere la formazione di nuove famiglie e la loro stabilità anche con un fisco a misura di famiglia (se non si vuole una società sempre più disgregata ed egoista), per garantire libertà di educazione e qualità dell’insegnamento (se non vogliamo veder crescere insuccessi e insoddisfazione dei giovani nella scuola).

In particolare per quanto riguarda il sistema nazionale di istruzione, è necessario che le risorse recuperate dalla razionalizzazione del sistema scolastico siano reinvestite nel settore per attuare l’autonomia delle scuole e accrescerne la qualità, per valorizzare secondo il merito la professionalità dei docenti, per garantire la libertà di scelta delle famiglie e la piena parità fra istituti statali e non statali.

Ci permettiamo di ricordare che un vera ed efficace razionalizzazione del sistema nazionale di istruzione non può non tenere conto dell’enorme risparmio che le scuole paritarie garantiscono allo Stato; si auspica, dunque, che in questi tre anni si proceda senza ulteriori esitazioni verso l’adozione di adeguati provvedimenti legislativi, come ad esempio l’introduzione di sostanziose detrazioni fiscali sulle rette di iscrizione e frequenza alle scuole non statali, borse di studio… Ciò consentirebbe di favorire ed incrementare, da una parte, la libertà di scelta educativa per le famiglie e gli studenti e, dall’altra, di liberare ulteriori risorse finanziarie utili all’intero settore.

Si tratta di obiettivi che il Governo stesso si è proposto di realizzare in questa legislatura: ogni ritardo pesa sul futuro dei nostri giovani e sul presente delle famiglie italiane.

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