Pulizie nelle scuole, rimandata al 31 marzo scadenza contratti migliaia di LSU. USB rimanda lo sciopero

di redazione
ipsef

red – Il Consiglio dei Ministri ha prorogato di un mese i contratti per migliaia di lavoratori delle imprese di pulizia delle scuole. Problema rimandato ma non risolto. Il Miur avrà ora un tempo necessario per trovare una soluzione definitiva.

red – Il Consiglio dei Ministri ha prorogato di un mese i contratti per migliaia di lavoratori delle imprese di pulizia delle scuole. Problema rimandato ma non risolto. Il Miur avrà ora un tempo necessario per trovare una soluzione definitiva.

I lavoratori interessati sono 24mila che si sono mobilitati in tutta Italia per il rinnovo del contratto.

I primi commenti

M5S

Giusto il provvedimento, ma "il MoVimento 5 stelle è però contrario al fatto che le risorse utilizzate a copertura di tale proroga, vengono prese dallo stesso comparto istruzione, sottraendole al fondo per il diritto allo studio. Questo è un segnale è un segnale molto negativo, che chiarisce come sul comparto dell’istruzione questo Governo non sia assolutamente in discontinuità rispetto
a quelli che l’hanno preceduto".

"La nostra proposta di legge, – continua il comunicato – che promuove l’internalizzazione dei servizi ,consentirebbe agli 11 mila lavoratori del personale ATA accantonati di tornare nell’organico di diritto"

Francesca Puglisi, capogruppo PD in Commissione Istruzione al Senato.

"Intanto è stata affrontata una grave emergenza, per la messa in sicurezza del personale scolastico non contrattualizzato e fuori dagli
organici. Ora sarà necessario risolvere in maniera strutturale e definitiva la crisi occupazione del settore delle pulizie scolastiche."

Unione Sindacale di Base

La proroga al 31 marzo degli orari lavorativi e dei livelli occupazionali per i 24.000 dipendenti delle cooperative che operano nel servizio di pulizia in migliaia di scuole, annunciata oggi dopo il Cdm dal ministro Giannini, è un primo, tenue, risultato delle tante lotte messe in campo nel tempo da questi lavoratori", afferma Paolo Sabatini, dell’USB Lavoro Privato.

"A fronte di questa prima risposta – prosegue Sabatini – come USB abbiamo deciso di revocare lo sciopero generale del settore, già proclamato per il 3 marzo, e di differirlo ad altra data auspicando che finalmente il governo adotti reali misure che consentano di risolvere questo più che decennale problema"

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