Puglisi (PD). Occorre investire sull’istruzione per alzare i livelli di apprendimento e abbassare la dispersione

di Giulia Boffa
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GB – Francesca Puglisi(PD) interviene sul rapporto Ocse-Pisa 2012.

GB – Francesca Puglisi(PD) interviene sul rapporto Ocse-Pisa 2012.

"Il rapporto Ocse–Pisa apre qualche spiraglio di ottimismo per il miglioramento delle competenze scientifiche degli studenti italiani, ma dipinge, in generale, un ritardo dell’intero sistema scolastico. I pesanti tagli dei governi precedenti fanno sentire i propri effetti sull’alto tasso di ripetenza dei quindicenni e sulla dispersione scolastica. I dati confermano infatti che mentre tra il 2001 e il 2012 nell’area Ocse si è registrato un aumento di spesa nell’istruzione in Italia, invece, per gli studenti tra i 6 e i 15 anni abbiamo avuto una contrazione dell’8%. Un pessimo modo di preparare il Paese a sostenere la sfida della competitività che passa inevitabilmente per la qualità del capitale umano".

"Altro dato allarmante è l’enorme divario che si registra tra il Nord e il Sud del Paese e la crescente difficoltà che incontrano gli studenti figli di genitori stranieri nel proprio percorso scolastico. Il governo Letta ha iniziato a reinvestire nell’istruzione. Ora serve una vera "Costituente della scuola" che sappia coinvolgere tutti gli attori, affinché le risorse vengano investite nella giusta direzione per alzare i livelli di apprendimento degli studenti, dimezzandone la dispersione".

"Partiamo da tre mosse: estensione della scuola 0/6 anni e tempo pieno nella primaria nel mezzogiorno per recuperare gli svantaggi di partenza, investimento nella formazione degli insegnanti delle medie e del primo biennio delle superiori per innovare la didattica, scuole aperte il pomeriggio e materie comuni obbligatorie e di libera scelta nella secondaria di secondo grado, perché studiare non sia un supplizio, ma una sfida appassionante per il futuro di ogni studente".

 

OCSE Pisa 2012, i primi dati. L’Italia migliora in matematica, lievemente. Indietro ancora le aree di segregazione socio-economica

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