Puglisi. Il Governo ascolta il Paese su “la buona scuola” e dà risposte concrete

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Francesca Puglisi, responsabile Scuola, Università e Ricerca segreteria nazionale PD, ha commentato la prima giornata di ascolto del PD sulla proposta di riforma "La buona scuola", a cui sono intervenute 120 associazioni.

Francesca Puglisi, responsabile Scuola, Università e Ricerca segreteria nazionale PD, ha commentato la prima giornata di ascolto del PD sulla proposta di riforma "La buona scuola", a cui sono intervenute 120 associazioni.

“Il Governo Renzi ha messo la scuola al centro dell’agenda politica italiana. E l’ha fatto dando risposte concrete prima di tutto all’emergenza "edilizia scolastica" aprendo in tutt’Italia oltre 5000 cantieri. Avevamo assicurato che non ci sarebbero state riforme calate dall’alto. Per questo "La buona scuola" è il patto educativo che il Governo Renzi offre alla discussione del Paese intero" ha affermato la Puglisi.

"Lo facciamo soprattutto per gli studenti – ha proseguito Puglisi – Perché quel 17% di ragazzi e ragazze che, sfiduciato, abbandona la scuola e quel 44% di disoccupazione giovanile che affligge il nostro Paese ormai da troppi anni, impone un cambiamento.

Questi dati chiamano in causa tutti. La politica che negli scorsi dieci anni ha tagliato invece che investire in istruzione e coloro che si sono chiusi in un dibattito autoreferenziale senza rendersi conto che il mercato del lavoro intanto cambiava e soprattutto cambiavano i ragazzi che oggi hanno un modo diverso di apprendere che esige una vera innovazione didattica. Il PD è impegnato in tutta l’Italia ad ascoltare le proposte di studenti, insegnanti, famiglie, imprese, perché il nostro Paese possa rivivere un nuovo Rinascimento delle idee, capace di far diventare la scuola l’avanguardia e non la retrovia del Paese.

Ieri alla prima giornata di ascolto sono intervenute 120 associazioni, incluse le principali organizzazioni studentesche con cui continueremo a lavorare nei prossimi giorni per dare le risposte che attendono. Ma ai ragazzi chiediamo di essere liberi da totem ideologici che hanno difeso solo i già garantiti, facendo pagare il prezzo dell’immobilismo alle nuove generazioni”.

 

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