Pubblicazione foto minori, decisione spetta solo ai genitori

di redazione
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Gianfranco Scialpi – Pubblicazione di foto dei minori, la decisione spetta esclusivamente ai genitori anche dopo la fine di un rapporto. Una recente sentenza conferma il quadro internazionale, europeo e nazionale.

Pubblicazione di foto dei minori, una questione troppo delicata

La pubblicazione di foto dei minori è una questione molto delicata, considerando che i dati personali del minore (=foto, video) immessi nella Rete non possono essere controllati. Il processo di condivisione, infatti, annulla la possibilità di gestione da parte di chi li posta e quindi l’utilizzo scorretto del dato personale da parte di terzi.  Un bambino è un bene prezioso verso il quale abbiamo l’imperativo morale di proteggere senza se e senza ma.  Ha dichiarato Papa Francesco “Un figlio è un figlio: una vita generata da noi ma destinata a lui, al suo bene, al bene della famiglia, della società, dell’umanità intera”

Conta solo chi ha la responsabilità genitoriale

Quindi solo gli adulti che ricoprono la responsabilità genitoriale possono in comune accordo pubblicare o autorizzare la diffusione di foto, video del loro figlio nel Web. La decisione deve essere ben ponderata, tenendo presente l’interesse supremo del bambino. E questo vale anche dopo lo scioglimento, la cessazione degli effetti civili, l’annullamento, la nullità del matrimonio, una sentenza di separazione e divorzio e in presenza di una nuova figura che   non  può quindi vantare alcun potere  sul minore.

La responsabilità genitoriale (2013), infatti ha sostituito quella di patria podestà (diritto romano), divenuta poi podestà genitoriale (parità tra uomo e donna). Entrambe rimandavano a un rapporto di supremazia sui figli. La nuova formulazione richiama l’esclusivo bene del minore. Nulla di nuovo sotto il sole! Solo un adeguamento, un aggiornamento della legislazione alla Convenzione dei diritti dell’infanzia (1989), dove i diritti dell’infanzia rappresentano il fondamento e coronamento di ogni legislazione nazionale (art. 3). La direttiva è stata recepita in Italia dalla legge 176/91 e precisamente dall’art. 16 e recentemente confermata dal GDPR (25 maggio 2018) e dal decreto attuativo 101 (10 agosto 2018). E non ultimo il Garante della Privacy (2017).

Una recente sentenza ha ribadito tutto questo! Non poteva essere diversamente, considerando che si rimane genitori per sempre anche dopo la fine di un rapporto.

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