Pubblicato il XVII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati : la ripresa c’è anche se lieve

di Giulia Boffa
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Il XVII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati ha coinvolto a livello nazionale quasi 490mila laureati di tutte e 65 le università aderenti al Consorzio.

Il XVII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati ha coinvolto a livello nazionale quasi 490mila laureati di tutte e 65 le università aderenti al Consorzio. L’indagine ha coinvolto i laureati, di primo e secondo livello, del 2013, 2011 e 2009 intervistati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni.

C'è un timido segnale di ripresa per i livelli occupazionali dei giovani laureati, ma non siamo ancora usciti da uno stato di crisi.

Per i neolaureati di età compresa tra i 25-34 anni il tasso di disoccupazione negli anni tra il 2007 e il 2014 è infatti cresciuto di 8,2 punti, passando dal 9,5 al 17,7%, e di ben 16,9 punti per i neodiplomati (18-29enni), aumentando dal 13,1 al 30%. Il tasso di occupazione dei primi è pari al 75,7% contro il 62,6% dei secondi, e i laureati guadagnano circa il 50% in più.

A cinque anni dalla laurea, l'occupazione è prossima al 90%, ma risulta in calo rispetto alla rilevazione precedente.

Tra i laureati triennali, di cui il 54% continua con la laurea magistrale, l'occupazione è al 66%; per i laureati magistrali biennali il tasso di occupazione è pari al 70%: sono soprattutto laureati in architettura, farmacia, giurisprudenza,medicina, veterinaria.

I laureati che hanno effettuato stage curriculari hanno il 10% di probabilità in più di lavorare rispetto ai colleghi che hanno studiato soltanto.

Le esperienze di studio all'estero interessano solo il 7% dei laureati, per lo più del gruppo linguistico: ma l'aver svolto un soggiorno di studi all'estero permette ai laureati di aumentare del 20% le possibilità di trovare lavoro già ad un anno dal titolo.

Riguardo al genere, lavora a 5 anni dalla laurea il 78% delle donne e l' 85 % degli uomini: un posto sicuro ce l'ha il 77% degli occupati contro il 64% delle occupate; le donne tendono più spesso ad inserirsi nel pubblico impiego e nell'insegnamento. Le retribuzioni dei laureati maschi sono più alte del 21%.

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