Psicologo a scuola. Urgente definirne il ruolo e prevederlo in organico

di redazione
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Dopo la pubblicazione della sentenza della Corte di Cassazione secondo la quale è violenza privata sottoporre gli alunni di una classe ad osservazione clinica da parte di una psicologa senza aver acquisito il consenso dei genitori, l’Ordine degli Psicologi della Toscana ha emanato una nota dalla quale emerge una netta posizione.

Gli psicologi possono entrare in classe solo se c’è il consenso dei genitori. Dirigenti e docenti accusati di violenza privata

Vi è l'”‘urgenza di definire in modo chiaro, strutturato e regolamentato il ruolo dello psicologo all’interno della scuola così come sottolinea la necessità di prevedere lo psicologo nell’organico, anche per la comunicazione con le famiglie”.

“Gli psicologi che lavorano in ambito scolastico – prosegue la nota – hanno la responsabilità di assicurarsi che i genitori siano informati quando svolgono attività in classe. Osservazione delle dinamiche di classe non significa fare valutazioni sui singoli, nemmeno quando richieste da un insegnante o da un dirigente. Gli psicologi si devono presentare alla classe come psicologi, non come insegnanti, amici di qualcuno, o sotto altre forme. I bambini hanno diritto di sapere che si stanno relazionando con uno psicologo e in cosa consiste la presenza dello psicologo in classe. Gli psicologi non devono fare valutazioni o diagnosi senza avere il consenso dei genitori e comunque mai durante le attività in classe”.

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