Psicologi e sociologi per aiutare la scuola nel compito di co-educazione. Lettera

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Inviato da Mario Bocola – Cari Dirigenti, cari Genitori, cara Politica, sia la famiglia che la scuola stanno fallendo la loro funzione pedagogico-educativa.

Entrambe le due massime agenzie formative si trovano in una condizione di impotenza e di smarrimento a reagire contro ogni forma di violenza e di discriminazione.

Ci rendiamo conto che ormai stiamo “uccidendo” la scuola svuotandola della sua funzione di essere il “tempio” della formazione e del luogo dove si rispettano le persone, le cose e la stiamo rendendo incapace di reagire perché gli insegnanti si sentono soli e abbandonati al loro destino, pagati poco e senza mezzi e strumenti.

Tuttavia il compito della scuola non è quello di educare, funzione che spetta al ruolo genitoriale, ma di coeducare, ossia affiancarsi alla famiglia nel processo di crescita formativa dei ragazzi. Di fronte a questo status quo è urgente che la scuola venga supportata da altre figure professionali (psicologi, sociologi) in grado di capire le problematiche adolescenziali.

Gli insegnanti sono soggetti a subire tutte le angherie del mondo e si sentono impotenti di affrontare qualsiasi situazione. Devono essere sostenuti, valorizzati economicamente con adeguati stipendi perché il lavoro del docente è prezioso e fondamentale per la società.

Gli insegnanti rappresentano la spina dorsale di una Nazione e svolgono, lo ripetiamo, un lavoro preziosissimo, malpagato e socialmente non riconosciuto nella sua giusta valenza sociale.

È giunto il momento di dare credito (seriamente e non a chiacchiere) alla figura dell’insegnante e la classe politica ne deve prendere atto nelle sedi adeguate se vogliamo bene all’Italia perché il suo futuro delle nuove generazioni passa solo attraverso la scuola.

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