Psicologi: con chiusura scuole stress e ansia in aumento negli studenti

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Stress e ansia crescono negli studenti dopo l’esperienza del lockdown: la normalità della scuola è mancata ai giovani. Alcune scuole hanno tenuto aperti gli sportelli per il supporto psicologico.

“Con i portoni chiusi da febbraio i ragazzi italiani si sono trovati a sostituire i banchi con il Pc, le finestre di scuola  con quelle di casa, i familiari con gli amici di classe, lavorando  comunque da casa con una serietà che ha stupito genitori ed  insegnanti, ovvero gli adulti con cui in adolescenza sono per
definizione in opposizione o in fase di differenziazione. Come a
seguito di un incantesimo sono spariti, loro e i loro colleghi
bambini, pare che ci si sia dimenticati di loro – sostiene Gulino – La
socialità dentro e fuori la scuola, gli obiettivi dei programmi  formativi, la ricreazione o le assemblee segnano quella normalità necessaria ad un adolescente in crescita. Per fortuna l’incantesimo non ha fatto sparire l’esame di maturità, almeno quello è salvo. Per questo, nonostante le straordinarie modalità Covid-19, l’esame di maturità è e rimane un pezzo articolato di un importante percorso individuale”.

“In questi casi il supporto di uno psicologo può risultare di straordinaria importanza – conclude Gulino – Spesso è lo psicologo della scuola che intercetta questi bisogni. Durante la pandemia alcune scuole non hanno interrotto gli sportelli psicologici durante la quarantena, mantenendo il servizio attivo continuando il servizio di sportello cominciato a settembre. I genitori che rilevano disagi psicologici nei loro figli possono inoltre chiedere al medico di base o cercare uno psicologo sul sito dell’ordine regionale”.

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