PSI: una maggioranza troppo rigida non fa il bene della scuola

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PSI – Il PSI sin dall’inizio del percorso parlamentare del Decreto scuola, attraverso gli emendamenti
presentati grazie all’impegno del senatore Nencini, ha chiesto la riapertura delle graduatorie di istituto,

la revisione dei criteri di formazione delle classi, la presenza di un assistente tecnico in ogni Istituto Comprensivo, la stabilizzazione del personale amministrativo facente funzioni, l’avvio di procedure per assumere gli insegnanti di religione, la partecipazione degli insegnanti di sostegno con tre anni di servizio al concorso straordinario, la sanatoria dei docenti assunti con riserva a tempo indeterminato e poi licenziati dopo aver portato a termine l’anno di prova con successo, un intervento per sanare la posizione degli aspiranti dirigenti scolastici danneggiati dalle irregolarità
avvenute durante il concorso, l’assunzione dei docenti precari da graduatorie per titoli e servizio e aveva segnalato come priorità assoluta l’eliminazione della prova a quiz per gli stessi precari.

Alla fine del percorso parlamentare, che avrebbe potuto trasformare il Decreto in un atto politico assolutamente in controtendenza con la politica tenuta dai Governi degli ultimi vent’anni per la scuola pubblica con la soluzione dei problemi che affliggono la scuola pubblica, poco si è fatto.
Una parte della maggioranza si è dimostrata inopinatamente rigida e solo alcune richieste del PSI sono state accolte. La revisione della formazione delle classi, la proposta per gli aspiranti Dirigenti Scolastici e la presenza di un assistente tecnico in ogni Istituto Comprensivo sono state
trasformate in Ordini del Giorno e i quiz per l’assunzione dei docenti precari sono stati trasformati in una prova scritta. Questo dà la misura dell’importanza del lavoro che abbiamo svolto ma non
può essere sufficiente per permetterci di sostenere il Decreto scuola per come verrà portato in aula.

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