PSI: stralciare l’istruzione dalla riforma sulla regionalizzazione differenziata

di redazione
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Comunicato PSI – Dopo quanto dichiarato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Bussetti a proposito di una parte dei docenti italiani, il PSI ne chiede le dimissioni.

Dal punto di vista politico, il giudizio del PSI su quanto fatto sinora dal Ministro non può che essere negativo. Più volte intervenuto pubblicamente esprimendo pareri contraddittori, ha più volte espresso posizioni criticabili sull’attività dei docenti.
Le dichiarazioni sui docenti meridionali che più che di fondi per migliorare la scuola a sud, dovrebbero mettere maggior impegno, è solo l’ultimo, gravissimo episodio di una gestione deprecabile del Ministero.

Alla vigilia della proposta sull’autonomia di alcune Regioni italiane, il Ministro sembra non essere in grado di scongiurare una riforma che minaccia di depotenziare il sistema di istruzione pubblica nazionale e quindi la possibilità da parte dello Stato di offrire pari opportunità ai propri cittadini.

Una riforme che ha visto poche Regione e MEF firmare l’intesa con la quale sono stati sciolti gli ultimi nodi da sciogliere. Una riforma che verrà ratificata nel prossimo Consiglio dei Ministri. Da quel momento prenderà il via nei fatti il processo di sganciamento dell’istruzione statale da quella regionale.

Il PSI chiede che venga stralciata dal provvedimento sulla regionalizzazione differenziata la parte relativa all’istruzione che deve rimanere in mano allo Stato.

Di altro avrebbe bisogno un ministero così importante come quello che si occupa di istruzione pubblica, di altro avrebbero bisogno le donne e gli uomini che nonostante tutto e ovunque nel nostro Paese pongono il proprio indefesso impegno al servizio dei giovani.

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