Psi scuola, università e ricerca: Docenti italiani pagati la metà di quelli tedeschi. Inaccettabile

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Comunicato stampa – Ancora una volta, l’ennesimo e impietoso rapporto OCSE (“Education at a glance 2020”) pubblicato l’8 settembre, testimonia l’inadeguatezza degli stipendi dei docenti italiani.

La differenza tra quanto guadagnano gli insegnanti italiani e i loro colleghi nel resto del mondo si rivela inaccettabile: 5500 dollari l’anno in meno per i docenti della scuola primaria e secondaria di II grado, 7000 in meno per i docenti della secondaria di I grado. In Germania i docenti vengono pagati il doppio rispetto a quelli italiani. Una situazione insostenibile se gli insegnanti italiani non fossero abituati a sopportare stoicamente tale incomprensibile divario.

Se si vuole rendere più efficace l’istruzione pubblica è necessario aumentare le risorse economiche e aumentare gli stipendi del personale scolastico. Invece arrivano pessime notizie dal Ministero della Pubblica amministrazione dove la Ministra competente ha dichiarato che ci sono difficoltà nel reperire le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, e quindi anche del personale scolastico.

Già prima delle dichiarazioni dell’on. Dadone, la legge di bilancio prevedeva un aumento medio di appena un’ottantina di euro lordi e niente di buono sembra promettere il piano legato ai finanziamenti previsti dal Recovery Fund che, per ciò che riguarda l’istruzione, accresce la quantità di ore di formazione obbligatoria e non retribuita.

E’ evidente come, al di là delle parole, i fatti denuncino una sostanziale disattenzione della politica verso l’istruzione dei nostri giovani.
Per noi socialisti tutto ciò è inaccettabile, inaccettabile continuare a squalificare con retribuzioni irrisorie la categoria dei docenti. Il PSI ha presentato i propri emendamenti alla legge di bilancio chiedendo un maggior impegno di risorse per gli stipendi dei docenti e la retribuzione delle ore di formazione obbligatoria.

Contiamo che la maggioranza vorrà sostenere tali richieste. Se la scuola pubblica italiana riesce ancora ad offrire pari opportunità ai nostri giovani ciò avviene solo per l’impegno costante e mal retribuito del personale scolastico. Lo Stato dovrebbe riconoscere tale impegno. Ciò oggi non avviene.

Enzo Maraio Luca Fantò
Segretario nazionale del PSI scuola, università, ricerca

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