PSI: scuola pubblica deve essere leva rilancio culturale del Paese

di redazione
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Comunicato Luca Fantò (PSI) – Dirigenti e docenti insultati, minacciati, picchiati; crolli o distacchi mediamente ogni tre giorni, il 53% degli Istituti scolastici con un certificato di collaudo o agibilità abitativa, insegnanti delle Commissioni dei concorsi terminati nel 2017 non ancora pagati; decine di migliaia di cattedre coperte con decine di migliaia di insegnanti precari; stipendi che sempre più assumono la consistenza di un rimborso spese e senza alcuna speranza di un significativo incremento che li possa riportare al livello degli stipendi dei docenti europei.

E’ questa la scuola statale, pubblica alla vigilia delle elezioni europee, all’avvicinarsi della fine di un anno scolastico in cui si è continuato a porre rimedi a problemi vecchi di anni.

I danni fatti dalle politiche liberiste di molti governi negli ultimi 25 anni hanno generato una situazione di degrado a cui il governo giallo-verde, nonostante quanto proclamato in campagna elettorale dai 5 stelle non è riuscito o non ha voluto sanare.

Noi socialisti denunciamo ai cittadini una situazione che pregiudica il futuro dei nostri giovani, il futuro della società in cui viviamo.

Pari opportunità, ascensore sociale, sviluppo, sono miraggi per una società come la nostra che sembra non voler più contare su una scuola statale e pubblica efficiente.

La scuola pubblica deve essere la leva per il rilancio culturale, prima che economico del Paese. Questo torna ad essere impegno centrale di noi socialisti al termine del Congresso nazionale che ha eletto il nuovo Segretario nazionale, Enzo Maraio.

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