PSI: no alla regionalizzazione e al ventilato blocco delle assunzioni

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Comunicato PSI – Il PSI segue con apprensione quanto sta accadendo nel mondo della scuola in questi che dovrebbero essere giorni di riposo per il fin troppo sfruttato personale scolastico.

Mentre è positiva la firma del contratto di mobilità, preoccupano le notizie che giungono relativamente al ventilato blocco delle assunzioni e la minacciata regionalizzazione dell’istruzione pubblica.
Il contratto di mobilità infatti (almeno per il momento) stabilizza i docenti e pone termine alla chiamata diretta dei Dirigenti Scolastici e agli “ambiti provinciali” che di fatto stavano portando l’istruzione pubblica verso un processo di inaccettabile aziendalizzazione del sistema scolastico.
Purtroppo la questione precariato resta pesante. C’è assoluto bisogno di personale scolastico, in ogni settore, da quello degli operatori scolastici a quello del personale amministrativo e docente di ogni ordine. Paradigmatica dell’instabilità in cui versa la scuola statale è la situazione ancora irrisolta degli insegnanti precari di terza fascia e con anni di servizio sulle spalle.
Infine pende sull’istruzione pubblica la “spada di Damocle” della regionalizzazione. Una regionalizzazione che potrebbe scavare ulteriormente il solco esistente tra nord e sud del Paese ma soprattutto tra classi sociali. Nelle virtuose Regioni del nord infatti, il PSI teme che l’autonomia richiesta possa trasformarsi in un ulteriore incremento dei finanziamenti alle scuole private. Finanziare le scuole private, più o meno direttamente, significa indebolire ulteriormente lo sforzo che lo Stato italiano, come dettato dalla nostra Costituzione, compie per dare pari opportunità a tutti i cittadini.

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