PSI: le giuste ragioni di uno sciopero inopportuno

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Comunicato PSI – Per quanto il momento e lo strumento utilizzato sembrino inopportuni, sul merito delle ragioni che spingono a scioperare diversi sindacati della scuola è difficile eccepire.

Le lezioni sono ormai iniziate in tutte le Regioni, gran parte delle promesse della Ministra Azzolina sono mancate. Le scuole pubbliche italiane continuano ad avere classi sovraffollate, c’è una tale assenza di docenti che molti Istituti stanno procedendo ad orario ridotto, le cattedre di sostegno sono in gran parte scoperte, il personale amministrativo ed i collaboratori scolastici sono numericamente ancora ben al di sotto delle necessità.

A ciò si aggiunga, non si sottovaluti questo elemento, che è scaduto da due anni il contratto dei docenti, i docenti tra i meno pagati del mondo occidentale.
Non stupisce quindi lo sciopero proclamato da Cobas, Cub, Unicobas e Usb. C’è anzi da chiedersi cosa stiano aspettando i Sindacati confederali ad agire.
Noi socialisti è ormai da quasi un anno che denunciamo tale situazione. Avevamo chiesto di stabilizzare 150.000 precari, di permettere agli specializzati nel sostegno di essere assunti, avevamo chiesto di ridurre il numero massimo di alunni per classe, avevamo espresso i nostri dubbi sull’affrettata costituzione delle graduatorie provinciali. Per dar forza alla nostra protesta noi, unici nel centrosinistra, avevamo negato la fiducia al Governo sul Decreto scuola di maggio.

Noi socialisti avevamo ragione e mentre il resto del centrosinistra cercava alleanze con i 5 stelle, la destra ha potuto lucrare elettoralmente su promesse che, per ragioni ideologiche, non potrà mai mantenere, ma a cui molti docenti precari hanno creduto e credono spinti dalla disperazione determinata dall’immobilismo del Governo sulla materia.

E’ necessario un cambio di passo del Governo. E’ necessario sostenere Dirigenti Scolastici e docenti sburocratizzando e rendendo più agile, moderna e partecipata l’Istituzione scolastica statale. E’ necessario che i fondi che arriveranno dall’Europa vengano usati per la scuola statale. Per assumere personale scolastico, per stabilizzare docenti, per rendere gli Istituti scolastici accoglienti, per potenziare l’inclusione e per sostenere i talenti, per rendere più efficace la mobilità per gli studenti.

Noi socialisti, consapevoli dell’importanza della scuola come strumento per dare pari opportunità ai nostri giovani, continueremo a batterci affinché tutto ciò si realizzi.

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