Le prove invalsi violano la privacy, FLCGIL ricorre

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La FLC CGIL comunica di aver presentato reclamo al Garante per la Privacy perché sia accertata la responsabilità del Miur per aver violato la disciplina in materia di trattamento di dati personali dei docenti (DLgs. n. 196/2003).

La FLC CGIL comunica di aver presentato reclamo al Garante per la Privacy perché sia accertata la responsabilità del Miur per aver violato la disciplina in materia di trattamento di dati personali dei docenti (DLgs. n. 196/2003).

Il Miur, scrive l'organizzazione sindacale in un comunicato, ha diffuso sul proprio sito internet (“Scuola in chiaro”) i dati delle rilevazioni sull’apprendimento delle singole scuole e delle singole classi di ciascun istituto scolastico.

Chi accede al portale del Miur può quindi consultare il rapporto di autovalutazione (RAV) di una specifica scuola prendendo visione dei punteggi in dettaglio di tutte le classi che hanno svolto le “prove Invalsi”.

Questa visualizzazione permette, di fatto, di individuare il singolo insegnante, incrociando il dato sui livelli di apprendimento in una materia degli alunni di una classe con il nome del docente titolare di quell’insegnamento, e di formulare valutazioni indebite sul suo operato, ledendone così il diritto alla riservatezza e alla tutela dei dati personali, denuncia la CGIL.

In questo modo, la diffusione dei risultati delle “prove Invalsi” comporta un trattamento dei dati personali in contrasto con quanto previsto dal codice sulla privacy, poiché i dati vengono diffusi senza il consenso degli interessati e in assenza di specifiche previsioni di legge. 

Tra l'altro il Regolamento sulla Valutazione si limita a prevedere che la pubblicazione dei dati possa riguardare solo le "istituzioni scolastiche" e non le singole classi, precisa il comunicato.

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