Prove invalsi: un’occasione per ristrutturare la scuola

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di Enrico Maranzana – Il dibattito e le resistenze che si sono frapposte all’accertamento delle competenze, curato dell’Invalsi, hanno consentito di rilevare la distanza dei punti di vista dei soggetti in campo, divario originato della confusione che regna dell’amministrazione della scuola. In questo scritto si prospettano alcuni interventi volti a superare la parcellizzazione del gestione e, di conseguenza, a portare a unità il servizio scolastico.

di Enrico Maranzana – Il dibattito e le resistenze che si sono frapposte all’accertamento delle competenze, curato dell’Invalsi, hanno consentito di rilevare la distanza dei punti di vista dei soggetti in campo, divario originato della confusione che regna dell’amministrazione della scuola. In questo scritto si prospettano alcuni interventi volti a superare la parcellizzazione del gestione e, di conseguenza, a portare a unità il servizio scolastico.

Responsabilità ministeriali
L’invalsi è un organismo consultivo del MIUR non connesso direttamente con i singoli istituti scolastici. Ne consegue che le sue verifiche, finalizzate al “progressivo miglioramento e dell’armonizzazione della qualità del sistema di istruzione e di formazione”, dovrebbero essere precedute da una comunicazione ministeriale che fornisce alle scuole, vincolandole, l’insieme delle competenze entro cui il valutatore selezionerà quelle da monitorate. Se le indicazioni nazionali del maggio 2010 fossero state concepite in tale ottica, non sarebbero emerse le incomprensioni e i contrasti oggi in scena [CFR in rete – “La riforma delle superiori: un buco nell’acqua”].

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