Prove Invalsi terza media: per inglese prova a livello A1 e A2, esito espresso su scala nazionale, nuovo rapporto con l’esame di Stato

di redazione
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Roberto Ricci, Responsabile Area prove nazionali per l’Invalsi, a pochi giorni dall’avvio delle prove per gli studenti dell’ultima classe del primo ciclo, che per la prima volta si svolgeranno con modalità CBT (computer based tests), fa il punto delle novità della somministrazione e delle prospettiva che esse offrono.

“Fra pochi giorni cominciano le prove INVALSI della terza secondaria di primo grado, per la prima volta svolte al computer. Le prove CBT (computer based tests) riguardano le classi terze di tutte le scuole del Paese, statali e paritarie.

Questo nuovo impianto delle prove INVALSI, introdotto nel nostro ordinamento scolastico con il decreto legislativo n. 62 del 13 aprile 2017, costituisce una novità di non poco conto e può rappresentare un’occasione molto importante di miglioramento per tutti.

Una prima importante novità è rappresentata dal nuovo rapporto tra le prove INVALSI e l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo d’istruzione.

È stata rafforzata la distinzione tra la valutazione interna, di piena ed esclusiva competenza della scuola, e la valutazione esterna che persegue finalità differenti e che, affinché sia tale, deve essere assegnata a un soggetto terzo rispetto alla scuola. Da quest’anno lo svolgimento delle prove INVALSI, e non il loro esito, rappresenta per l’allievo uno dei requisiti di ammissione all’esame di Stato e il risultato di ciascun allievo nelle prove, espresso in livelli descrittivi, è riportato in un’apposita sezione della certificazione finale delle competenze.

Questa nuova struttura delle prove è un vantaggio da diversi punti di vista. Lo studente, la sua famiglia, gli insegnanti, la scuola e tutto il sistema riceveranno al termine dell’anno scolastico la descrizione dei risultati raggiunti rispetto ai traguardi delle Indicazioni nazionali. Tale descrizione si articola su una scala nazionale suddivisa in livelli descrittivi di risultato e distinta per ciascun ambito disciplinare (Italiano, Matematica, Inglese-lettura e Inglese-ascolto).

Per quanto di minore impatto immediato, questa seconda novità è la più importante e può rappresentare uno dei punti di maggiore utilità per tutto il sistema. È importante per lo studente che vedrà il proprio esito delle prove INVALSI espresso su una scala nazionale. Essa consente di capire in modo semplice ed esplicito qual è il livello di competenza raggiunto rispetto a traguardi comuni a tutti gli studenti del Paese, senza però che questo incida sul voto d’esame che, invece, tiene conto di un complesso insieme di valutazioni formative e sommative dei docenti.

Inoltre, la disponibilità dei risultati di una prova uguale per tutti i cui dati sono raccolti automaticamente e corretta con un unico sistema su tutto il territorio nazionale può avere un rilevante effetto positivo sulla motivazione degli studenti, fornendo loro un risultato che li informa sul livello di preparazione raggiunto su una scala unica per tutto il Paese.

E tutto questo sarà ancora più vero per gli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado che il prossimo anno scolastico affronteranno una prova INVALSI (Italiano, Matematica e Inglese) strutturata come quella prevista al termine del primo ciclo d’istruzione.

È importante per gli insegnanti e per la scuola che possono disporre dei risultati dei loro allievi su una scala unica per ciascun ambito disciplinare, legata direttamente ed esplicitamente ai traguardi delle Indicazioni nazionali. Ma c’è di più. Ogni livello della scala è corredato da esempi di domande corrispondenti a quel determinato livello. Gli insegnanti possono così disporre di un’indicazione concreta, basata sulle più accreditate metodologie scientifiche a livello nazionale e internazionale, dei contenuti e dei processi che caratterizzano ciascun livello. In questo modo è possibile immaginare percorsi didattici che tengano conto anche di queste informazioni, naturalmente insieme a tante altre. È quindi possibile individuare con maggiore facilità le azioni didattiche più adatte per favorire il raggiungimento di migliori livelli di apprendimento, aumentando così considerevolmente le possibilità di successo dell’azione didattica.

La terza grossa novità è rappresentata dalla prova d’Inglese, articolata in una sezione rivolta alla comprensione della lettura e una alla comprensione dell’ascolto.

Da tempo le Indicazioni nazionali pongono come traguardo finale del primo ciclo d’istruzione il livello A2 del QCER (Quadro comune europeo

di riferimento per la conoscenza delle lingue). Tuttavia, una prova rivolta a tutta la popolazione scolastica non può seguire esclusivamente la logica certificativa delle competenze linguistiche, ma deve consentire un più ampio monitoraggio del sistema per favorirne in futuro il miglioramento e lo sviluppo.

Per tale motivo, la prova INVALSI d’Inglese è una prova bilivello: A1 e A2. In questo modo è possibile restituire gli esiti degli allievi nella certificazione delle competenze anche per coloro che non raggiungono il livello A2. È del tutto evidente che questa scelta è stata effettuata per consentire alle scuole, ma anche alle famiglie, di disporre di informazioni utili per l’innalzamento complessivo delle competenze linguistiche degli studenti, individuando con maggiore chiarezza le aree di intervento prossimale sulle quali è più utile intervenire e che possono garantire una maggiore possibilità di successo.

Infine, ma non da ultima, la quarta novità: lo svolgimento al computer e on line delle prove INVALSI. Dal punto di vista tecnico la realizzazione delle prove CBT per tutte le scuole d’Italia rappresenta una sfida impegnativa e ambiziosa. Una prima buona notizia è rappresentata dal fatto che la dotazione di computer è buona in tutto il Paese, senza distinzione tra Nord e Sud. Sono quindi del tutto evidenti gli effetti positivi degli investimenti promossi dal MIUR attraverso i fondi europei. La sfida è e sarà quella di migliorare la connettività.

In questi giorni leggiamo sulla stampa nazionale e locale di alcune scuole in difficoltà e alle prese con soluzioni originali per far fronte a carenze strutturali che spesso sono il frutto di situazioni che non dipendono dalle scuole o non solo da loro. È normale, comprensibile e forse anche giusto che l’attenzione mediatica sia rivolta principalmente a questi fenomeni. Tuttavia, in silenzio e dando prova ancora una volta di un fortissimo senso istituzionale migliaia di scuole, senza alcuna distinzione tra le diverse aree geografiche, stanno lavorando alacremente per predisporre le attrezzature informatiche che consentano lo svolgimento delle prove. Ma c’è un aspetto ancora più importante che non si deve dimenticare. Se è vero, come è vero, che il valore di ogni azione, individuale o collettiva, si misura rispetto agli effetti positivi che essa produce nel corso del tempo, allora lo svolgimento delle prove INVALSI CBT assume una prospettiva diversa. Gli sforzi che oggi le scuole stanno affrontando per le prossime settimane non esauriranno i loro effetti una volta terminate le prove. Le dotazioni informatiche, i migliori collegamenti a internet rimarranno alle scuole e saranno a disposizione degli studenti e della didattica.

È noto che l’acquisizione delle competenze digitali non si realizza solo con la disponibilità delle tecnologie, ma è altrettanto vero che essa ne rappresenta uno dei prerequisiti, in particolar modo la disponibilità della rete internet. Dal canto suo l’INVALSI sta cercando di mettere a disposizione di tutte le scuole il maggiore supporto possibile, garantendo indicazioni specifiche per ciascuna esigenza, fornendo consigli e suggerimenti per affrontare al meglio queste grosse novità che richiedono nuove soluzioni tecnologiche, ma anche organizzative.

Gli aspetti brevemente illustrati forniscono un’idea della portata innovativa delle prove INVALSI CBT. I piani coinvolti sono molteplici, da quelli più profondi legati al senso e all’utilità delle prove per il miglioramento del sistema scolastico italiano a quelli più propriamente tecnologici e organizzativi. La collocazione di tutta questa operazione nel suo più naturale e ampio contesto di significato può consentire di comprendere meglio come essa rappresenti per tutti e per ciascuno un’importante occasione da non perdere, meritevole della migliore volontà e collaborazione di tutti, nessuno escluso. ”

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