Prove Invalsi, sindacati latitanti

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Libero Tassella – Sapete come la penso sugli scioperi “ergo sum” di Cobas, Unicobas e altri sindacati di base, ma i sindacati rappresentativi, ancora una volta, non hanno proposto uno straccio di iniziativa contro le prove Invalsi.

Sì, c’e stata l’iniziativa della Flc di Roma con una mega assemblea provinciale. Ma mi chiedo, perché non ci sia stato un coordinamento nazionale di boicottaggio su queste prove che la scuola respinge, sentendole estranee ai processi valutativi e irrispettose dei principi di inclusione a favore invece di un’astratta misurazione nazionale di competenze.

Flc Cigil,Cisl, Uil, SNALS e GILDA sono restati inerti, laddove si sarebbe dovuto promuovere per tempo una vasta opera di mobilitazione, coinvolgendo in primis la categoria nella sua interezza nonché le famiglie per la scuola primaria e secondaria di primo grado e gli studenti nella scuola secondaria di secondo grado.

Sono convinto che il dissenso si debba esprimere non con lo sciopero, oggi largamente fallimentare, bensì con il boicottaggio, ma sono altresì consapevole che al momento sono solo i Cobas che ogni anno riescono a porre la questione all’ordine del giorno.

È questa inerzia purtroppo che genera atti di autoritarismo come quello di un DS di un noto liceo classico napoletano, avallato dal collegio dei docenti, che punisce gli alunni che oggi si astengono dalle prove INVALSI.

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