Prove Invalsi 2023, scuola superiore: il 50% degli studenti ha raggiunto il livello base per italiano e matematica. Profondo divario tra Nord e Sud

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Le prove INVALSI 2023 segnano un importante ritorno alla normalità pre-pandemia. Dopo anni di misure straordinarie, si è ripristinato il classico svolgimento delle prove.

Il Decreto Legislativo n. 62/2017 è ora pienamente attuato, rendendo lo svolgimento delle prove INVALSI alla fine del secondo ciclo d’istruzione un requisito per l’ammissione all’esame di Stato. Questo ritorno alla normalità ha coinvolto oltre 1 milione di studenti delle scuole primarie, circa 570.000 studenti delle scuole secondarie di primo grado e più di 1 milione di studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Nonostante l’ampio coinvolgimento, le prove si sono svolte con efficienza, registrando tassi di partecipazione superiori al 95-96%. Questo mostra una quasi totale copertura del target di studenti previsti.

Scuola superiore

Nella scuola secondaria di secondo grado, il 63% degli studenti ha raggiunto almeno il livello base in italiano, mentre il 55% in matematica. Tuttavia, c’è un divario evidente tra le regioni del Centro-Nord e del Mezzogiorno, che si è ampliato rispetto agli anni precedenti.

Per quanto riguarda l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, il 51% degli studenti ha raggiunto il livello base in italiano, il 50% in matematica, e il 54% ha raggiunto il livello B2 in inglese nella prova di reading. Ancora una volta, si riscontra un divario significativo tra Nord e Sud. Tuttavia, in inglese, c’è stata una costante crescita nei risultati, segno di un progresso significativo.

Le prove INVALSI 2023 segnano un ritorno alla normalità dopo gli anni della pandemia. Nonostante alcuni divari regionali preoccupanti, c’è anche motivo di ottimismo, in particolare per quanto riguarda l’inglese.

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