Prove Invalsi Maturità, Fioramonti: obbligo rimane, PD e Italia Viva contro la cancellazione

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Prove Invalsi Maturità 2020: il Ministro Fioramonti ritorna sull’obbligo alla partecipazione, come definito dalla nota Miur del 25 novembre 2019. 

Il tweet del Ministro

Il Ministro ribadisce il suo pensiero: non è necessario costringere gli studenti alla prova per effettuare la valutazione, dato che lo scorso anno – quando l’obbligo non c’era – il 90% degli studenti ha comunque svolto la prova.

Va però precisato che su questo dato 2019 c’è qualche scetticismo in quanto si potrebbe additare una così ampia partecipazione più ad una incertezza normativa e alla confusione legata alla riforma degli Esami di Stato che ad una seria e responsabile partecipazione.

In ogni caso, riprende Fioramonti, per cambiare serve una nuova legge e su questo parte della maggioranza si è opposta.

Mi ero espresso più volte affinché i test Invalsi non fossero obbligatori per l’accesso all’esame di Stato. Purtroppo per fare questo bisognava fare una norma, ma le norme le fa il parlamento. Nonostante il mio impegno il Pd e Italia Viva si sono opposti e quindi i test saranno obbligatori ed è entrerà in vigore la legge del 2017.

Ad esprimersi favorevolmente per il PD è stata l’ex Ministro FedeliI test Invalsi non sono solo uno strumento di valutazione o per orientarsi nella scelta del percorso di studi o di lavoro successivi, ma servono a garantire ai nostri studenti le stesse opportunità di qualità formativa che hanno le ragazze e i ragazzi di altri 90 paesi del mondo.”

Va precisato che ad essere obbligatoria è la partecipazione, mentre non conterà l’esito, non c’è una soglia di sufficienza.

Non sappiamo però ancora se i risultati saranno trascritti nel Curriculum dello studente.

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