Prove Invalsi, male in italiano e matematica per gli studenti delle seconde superiori. C’è chi chiede l’abolizione dei test: “Basta sperperare soldi”

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Dopo due anni, causa pandemia, gli studenti del grado 10, delle seconde superiori, si sono cimentati nelle prove Invalsi. I risultati non sono però confortanti: come riferisce lo stesso Istituto in un approfondimento, dai dati emerge un arresto del trend positivo registrato nel 2018 e 2019 sia in italiano sia in matematica. Una “situazione molto preoccupante” per l’Invalsi. E per questo “bisogna unire le forze e lavorare sinergicamente per trovare il modo di riportare questo grado scolastico quanto meno ai livelli pre pandemici”.

I dati

In italiano è stato registrato un calo di 4 punti rispetto al 2019, ultimo anno in cui gli studenti hanno potuto partecipare alle prove.

Tra il 2019 e il 2022 è emerso un calo generalizzato in tutto il Paese: rappresentano un’eccezione il Sud e le isole con un trend in positivo che passa dal 56% al 57%.

E se va male in italiano, in matematica i dati sono ancora peggio. La differenza è di 8 punti rispetto alle prove svolte nel 2018 e 2019, ed è al Sud e nelle Isole che si registrano i dati peggiori: 6 studenti su 10 non riescono a raggiungere i livelli richiesti al termine della seconda superiore.

I dati a livello nazionale

“Invalsi da abolire”

E c’è chi sostiene che le prove vadano abolite perché inutili e motivo di spesa importante.

Continuo a sostenere che l’Invalsi vada abolito – afferma Carmela Bucalo, deputata di Fratelli d’Italia, durante il dibattito organizzato da Anief sul Manifesto sulla scuola prodotto dallo stesso sindacato -. Queste prove ci costano 7 milioni l’anno, per poi sentirci dire che la scuola non va bene, che i nostri ragazzi non apprendono, che hanno una carenza in matematica, in italiano. E’ da anni che sentiamo questo. Adesso non ci possiamo permettere di sperperare soldi“.

In partenza è stata una buona storia – sostiene Massimo Arcangeli, docente di linguistica italiana all’Università di Cagliari, candidato alle prossime elezioni con Unione popolare con de Magistris -, ma vedo quello che è diventato negli ultimi anni. E’ uno strumento che può essere prezioso se deve commisurare le esigenze del cambiamento sociale con le esigenze di crescita. Questo Invalsi però non va bene. Se non è da abolire, è sicuramente da rivedere nel profondo“.

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