Prove INVALSI e normativa sulla privacy. Scarica modelli planning prove e circolare somministrazione

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Con l’approssimarsi delle scadenze relative alla somministrazione delle prove INVALSI riteniamo utile ricordare gli accorgimenti e le procedure che devono essere adottate per garantire la tutela dei dati personali trattati nell’occasione.

Le prove INVALSI

Classi coinvolte

Anche quest’anno le classi interessate dalle prove INVALSI sono:

  • le classi II e V della scuola primaria (gradi 2 e 5);
  • le classi III della scuola secondaria di primo grado (grado 8);
  • le classi II e V della secondaria di secondo grado (gradi 10 e 13).

Prove sostenute

Tutti gli allievi sostengono una Prova di Italiano e una di Matematica. Gli studenti dei gradi 5, 8 e 13 svolgono anche una Prova di Inglese, suddivisa in Reading e Listening.

Modalità di svolgimento delle prove

Nella scuola primaria le Prove INVALSI avvengono simultaneamente nello stesso giorno per ogni materia e alla stessa ora con la tradizionale modalità carta e penna.

La scuola secondaria di primo e di secondo grado, invece, utilizza la modalità CBT e svolge le prove all’interno di un periodo di somministrazione fissato a livello nazionale. Questa finestra temporale può essere gestita autonomamente da ciascuna scuola, in funzione del numero degli allievi e del numero di computer disponibili.

Alle classi campione– cioè le classi scelte come rappresentative del sistema scolastico italiano e i cui risultati confluiranno nel Rapporto INVALSI – le Prove sono somministrate in giorni definiti a livello nazionale.

Raccolta dei dati di contesto

In concomitanza con l’effettuazione delle prove, INVALSI provvede alla rilevazione di ulteriori elementi significativi di contesto che potrebbero anche non dovrebbero essere a disposizione della scuola e che quindi dovranno essere raccolti. Vogliamo ricordare che fra i dati richiesti ci sono anche il livello di istruzione e l’occupazione dei genitori, informazioni che non possono essere richieste per altre finalità come, ad esempio, in occasione delle iscrizioni (vedere a proposito la nota MI dell’aprile 2015, prot. n. 2773).

È, quindi, richiesto alle segreterie delle scuole di raccogliere tali informazioni di contesto su studenti e loro genitori invitando questi ultimi a compilare delle schede cartacee allo scopo predisposte:

  • Informazioni di contesto – Classe II Primaria;
  • Informazioni di contesto – Classi V Primaria e III Secondaria di primo grado.

Nel trattamento operato dalle scuole deve essere garantita la tutela e la riservatezza sia dei dati di contesto che dei risultati delle prove sostenute. A tal fine devono essere adottati i seguenti accorgimenti:

Pseudonomizzazione

I moduli su cui vengono rilevati i dati di contesto o su cui vengono sostenute le prove – come sostiene Vargiu Scuola Srl – sito: vargiuscuola.it – non contengono i nomi degli alunni o dei genitori ma soltanto un codice identificativo dello studente. In tal modo è garantito il rispetto dell’anonimato dello studente sia per quanto riguarda i risultati delle prove sia per ciò che concerne le notizie raccolte dalle segreterie, in quanto la chiave di collegamento tra il codice e il nominativo dello studente è conosciuta solo dall’insegnante della classe o della scuola incaricato e dal personale di segreteria che eventualmente necessita dell’informazione.

Autorizzazione del personale

Il personale di segreteria coinvolto nella rilevazione dovrà ricevere una lettera di firmata dal dirigente scolastico che autorizza ai trattamenti necessari alla gestione delle prove INVALSI (vedere il modello di autorizzazione del personale).

Il personale autorizzato potrà quindi svolgere le seguenti attività:

  • distribuzione dei questionari di contesto alle famiglie degli alunni;
  • la successiva ricezione e custodia dei suddetti questionari;
  • l’inserimento dei dati di contesto in forma anonima sulla piattaforma.

Informativa

Le famiglie coinvolte devono ricevere una specifica informativa che illustra le modalità di espletamento delle prove, le finalità, la base giuridica del trattamento, gli strumenti adottati, le modalità di trattamento e quanto altro previsto dal Regolamento UE 679/2016 (l’informativa proposta da INVALSI è scaricabile dal presente link). Suggeriamo di pubblicare l’informativa oltre che nella sezione INVALSI del sito d’istituto (se esistente) anche nella sezione privacy (che deve essere presente nella home page del sito istituzionale).

L’informativa oltre a indicare INVALSI quale titolare del trattamento fornisce le seguenti ulteriori informazioni:

Finalità e base giuridica del trattamento

I dati personali saranno trattati esclusivamente per lo svolgimento dei compiti istituzionali dell’INVALSI e in particolare:

  • per l’effettuazione delle “verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti”;
  • per l’effettuazione delle rilevazioni di ulteriori elementi significativi integrati dalla stessa scuola (dati di contesto) e per la determinazione del valore aggiunto (effetto scuola);
  • Per finalità di ricerca statistica o scientifica.

Categorie di dati

In ottemperanza al principio di minimizzazione di cui all’art. 5 comma 1 lettera c) del GDPR, i dati personali saranno trattati – come afferma Antonio Vargiu – solo ove indispensabile e, per quanto possibile, in forma anonima (adottando le tecniche di pseudonimizzazione sopra citate). I dati personali trattati saranno di norma di tipo “ordinario”;

L’unico dato di tipo “particolare”, poiché relativo a uno stato di salute, riguarda la certificazione di uno studente come disabile o come portatore di specifiche difficoltà di apprendimento; si tratta di dati che la scuola deve già raccogliere per la propria attività istituzionale e nell’interesse stesso di tali studenti e che INVALSI riceve in forma anonimizzata per un duplice scopo:

  • mettere a disposizione, nel caso di alunni ipovedenti o con particolari disturbi, formati specifici delle prove (es. Braille) o determinati supporti (es. testo della prova in formato audio);
  • poter considerare separatamente, se esplicitamente richiesto dal Dirigente scolastico, i risultati degli studenti con bisogni educativi speciali e non farli rientrare nella elaborazione statistica dei risultati di tutti gli altri studenti.

Le informazioni rilevate mediante i moduli “dati di contesto” sono raccolte in forma anonima.

Conseguenze del mancato conferimento dei dati

Il conferimento dei dati è obbligatorio per tutto quanto è richiesto dagli obblighi legali cui è sottoposto l’INVALSI. Pertanto, l’eventuale rifiuto a fornirli in tutto o in parte può dar luogo all’impossibilità per l’INVALSI di dare esecuzione al compito di svolgere verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti.

Per i genitori il conferimento dei dati relativi alla scheda “raccolta dati di contesto” è facoltativo.

Conservazione dei dati

Qualora l’INVALSI dovesse trattare dati identificativi (limitatamente a nome e cognome dello studente e codice SIDI) – come afferma Antonio Vargiu – la conservazione dei predetti dati è limitata al periodo strettamente necessario per garantire il corretto adempimento di quanto previsto dal D.Lgs. n. 62/2017 per il grado 8 e 13. Pertanto, i dati relative al nome e cognome dello studente, per il grado 8 e 13, sono conservati dall’INVALSI solo fino al termine del mese di giugno e poi sono cancellati dai propri archivi, con la sola eccezione degli allievi che devono sostenere la prova suppletiva per i quali i predetti dati sono conservati fino al termine delle lezioni di ciascun anno scolastico.

La conservazione dei dati per finalità statistiche o scientifiche è a tempo indeterminato.

Dati di contesto

Le informazioni rilevate mediante i moduli “dati di contesto” sono raccolte in forma anonima. La distruzione dei moduli per la raccolta dei dati di contesto avverrà con modalità tali che non sia possibile ricostruire il documento cartaceo.

Il Planning e la circolare

Per una migliore organizzazione della somministrazione delle prove Invalsi è necessario predisporre un’ottima circolare esplicativa che tenga conto delle priorità metodologiche e di somministrazione. Con attenzione ai tempi, alla dislocazione delle classi, all’assistenza prova e alla modalità, per la Primaria, di apertura dei plichi. Per la secondaria di primo grado andrebbe dettagliatamente predisposta l’organizzazione della somministrazione delle Prove INVALSI CBT. Un planning sarebbe assolutamente necessario. Molte scuole hanno predisposto materiale informativa e divulgativo. Andrebbe migliorato e reso obbligatorio. Tra le molteplici scuole che si distinguono per buone pratiche vogliamo ricordare l’istituto onnicomprensivo di Borgorose diretto dal Prof. Marcello Ferri che queste procedure adotta da tempo e con eccellenti risultati; e l’istituto comprensivo statale “N. Iannaccone” di Lioni (AV) diretto dal dirigente scolastico Prof. Mario Iannaccone, anche lui impegnato da decenni nella realizzazione di una scuola efficiente e all’avanguardia.

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