Prove Invalsi al pc, molte le criticità. Lettera

di redazione
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Alberta Tabacco – In queste righe ho intenzione di riportare la mia esperienza con lo svolgimento delle prove Invalsi di III media. Prima di tutto mi preme sottolineare il dispendio economico sostenuto dall’Istituzione Scolastica per l’adeguamento della linea e delle postazioni.

La cosa passerebbe in secondo piano se le prove avessero credibilità e rispettassero quanto “sbandierato” da ottobre.

Prima criticità: scuola pronta ma linee affollate, impossibile accedere alla piattaforma per alcuni alunni, ansia dei ragazzi crescente, tempi dilatati 

Seconda criticità: la prima classe totalmente svantaggiata rispetto alle altre. Le prove sono risultate le stesse  a distanza di giorni ma cosa ancor più grave, identiche nella stessa sessione ad alunni seduti vicini!!

Terza criticità: scuola “invalsi dipendente” per circa 15 giorni, professori impegnati nella sorveglianza da sostituire, lezioni rallentate, attività bloccate

Quarta criticità: pochi controlli.

A differenza della Prova Invalsi degli anni passati durante la quale il Presidente d’esame vigilava per la buona riuscita, quest’anno il tutto è stato demandato alla scuola. Sono venuta a sapere dagli stessi alunni di altre scuole cose pazzesche: sorveglianze dei professori della classe (vivamente sconsigliato dall’Invalsi), sorveglianze solo di nome ma non di fatto, cellulari in uso…

Mi chiedo: i dati che ne verranno fuori, ma soprattutto le competenze che saranno certificate potremmo considerarle attendibili?  E le scuole con alunni “modello” saranno le stesse di cui sopra? Come poter essere fiduciosi nel progresso della scuola e delle innovazioni ad essa apportate?  Lascio a voi lettori le vostre considerazioni…io da insegnante che crede fermamente nella valenza del proprio lavoro sono fortemente delusa.

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