Prove Invalsi al computer: cosa cambia, cosa potrebbe andare storto, niente retribuzione degli insegnanti. Le preoccupazioni dei Presidi

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Della parte tecnica relativa alle prove INVALSI, che dall’a.s. 2017/18 diventano computer based, la redazione di OrizzonteScuola si è ampiamente occupata. Il Corriere della Sera raccoglie oggi le preoccupazioni dei Presidi.

LA PAROLA AI PRESIDI

A parlare Mario Rusconi dell’ANP “La mia sensazione è che ci saranno molte difficoltà a mettere in moto la macchina informatica. Non tutte le scuole hanno strumentazioni in grado di supportare gli impegni che si sbandierano”.

Maggiormente ottimista la riflessione di Giogio La Rocca, Dirigente Scolastico distaccato al sindacato “Si tratterà di organizzare un servizio, nulla di particolarmente difficile. Se dovesse mancare la connessione in un plesso, vuol dire che gli studenti si trasferiranno nell’aula computer di un altro plesso dello stesso istituto comprensivo”

A riconoscere le difficoltà il neo presidente dell’Anp Antonello Giannelli, che fa leva sulle capacità del personale scolastico “ma ritengo che il personale scolastico ce la farà a far fronte a quest’emergenza. La modalità telematica è più efficiente, oggettiva e trasparente e la correzione diventa automatica”

NIENTE RETRIBUZIONE PER GLI INSEGNANTI

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PROVA AL PC

La prova si svolgerà al computer e potrà svolgersi in orari o giorni diversi anche non contigui (all’interno della finestra di somministrazione indicata alle scuole dall’Invalsi), all’interno di una stessa scuola o di una stessa classe. Potrà, inoltre, essere somministrata per classe o per gruppi di alunni della stessa o di diversa classe, a discrezione del Dirigente.

Il numero di alunni cui far svolgere contemporaneamente la prova dipende dalla qualità della connessione internet.

Le scuole, come indicato dall’Invalsi, possono verificare la qualità della loro connessione tramite un’apposita applicazione denominata Diagnostic Tool, disponibile fino al 28 febbraio.

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CONTESTAZIONI DA PARTE DEGLI STUDENTI 

L’articolo del Corriere anticipa quelle che invece potrebbero essere le contestazioni da parte degli studenti. Gli studenti potrebbero contestare il fatto che le prove non saranno per tutti uguali.  Le prove – assicura l’INVALSI – sono domande estratte da un vasto repertorio di quesiti tutti uguali per livello di difficoltà e struttura.

D’altronde la prova non serve a valutare la preparazione del singolo studente, ma verificare che tipo di lavoro stanno svolgendo le scuole, tenendo conto dei livelli di partenza che variano a secondo del contesto socio-economico di riferimento.

Eppure, sottolinea il Corriere, qualche Dirigente nostalgico spera ancora in un ripensamento dell’ultima ora, con il ritorno alla prova su carta.

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