Prove Invalsi 2024, Valditara: “I dati dimostrano importante miglioramento fin dalla scuola primaria. È l’inizio della svolta” [VIDEO]

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Un’ondata di ottimismo ha attraversato la presentazione dei risultati Invalsi 2024, tenutasi oggi a Roma. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso grande soddisfazione per i progressi registrati dagli studenti italiani, sottolineando come i dati raccolti tra marzo e maggio 2024 dimostrino l’efficacia delle politiche attuate dal governo negli ultimi due anni.

“I risultati mostrano sin dalla scuola primaria un importante miglioramento”, ha esordito Valditara, “e questi segnali di ripresa, per alcuni temi particolarmente delicati che ci hanno sempre visto in fondo alle classifiche internazionali, vedono addirittura l’inizio di una svolta“.

Scuola primaria: segnali incoraggianti in matematica e inglese

Già in seconda primaria si osserva un incremento di due punti percentuali in matematica, mentre in quinta elementare si registrano risultati pre-pandemia in italiano, con il 75% degli studenti che raggiunge livelli di accettabilità. Notevoli i progressi in matematica, con un balzo di cinque punti percentuali, e in inglese, dove gli studenti che raggiungono il livello A1 superano i livelli pre-pandemia. In particolare, in Reading si registra un +8% rispetto al 2023 e un +3% rispetto al 2018, mentre in Listening si osserva un +5% rispetto al 2023 e un +7% rispetto al 2018.

Le sfide della scuola secondaria di primo grado: Agenda Sud e il nodo degli studenti stranieri

I risultati della scuola secondaria di primo grado confermano le preoccupazioni che hanno portato all’avvio di Agenda Sud, con un peggioramento in italiano nelle zone del Centro-Nord, mentre il Mezzogiorno rimane sostanzialmente invariato. Valditara ha sottolineato l’incidenza crescente degli studenti stranieri di prima generazione, che necessitano di un supporto specifico per l’apprendimento della lingua italiana.

Scuola secondaria di secondo grado: una svolta importante

I risultati della scuola secondaria di secondo grado sono stati definiti da Valditara “il segnale di una svolta importante”. In particolare, al termine del ciclo scolastico si osservano significativi miglioramenti in tutte le aree geografiche, con incrementi particolarmente marcati al Sud.

Dispersione scolastica: dati clamorosi

Valditara ha poi evidenziato i “dati clamorosi” sulla dispersione scolastica. La dispersione implicita, ovvero il mancato raggiungimento delle competenze adeguate al livello di studio, si attesta al 6,6% nel 2024, in calo rispetto all’8,7% del 2023 e al 7,5% del 2019. Ancora più significativo il dato sulla dispersione esplicita, ovvero l’abbandono scolastico, che nel 2023 si attesta al 10,5%, con una previsione del 9,4% per il 2024. “Abbiamo praticamente raggiunto l’obiettivo PNR 2026 e siamo quasi all’obiettivo 2030”, ha commentato con soddisfazione il Ministro.

Le priorità per il futuro: potenziamento dell’italiano per gli studenti stranieri, Agenda Sud, tutor e didattica innovativa

Valditara ha concluso il suo intervento indicando le priorità per il futuro della scuola italiana: il potenziamento dell’italiano per gli studenti stranieri, l’estensione di Agenda Sud e del tutoraggio, l’attuazione di Agenda Nord per affrontare le criticità delle periferie del Nord, la riforma dell’istruzione tecnico-professionale e il potenziamento della didattica innovativa, con un ruolo centrale per l’intelligenza artificiale.

“Dobbiamo modernizzare la nostra didattica senza dimenticare che la guida del docente è irrinunciabile e fondamentale”, ha ribadito Valditara, sottolineando l’importanza di un’intelligenza artificiale al servizio della personalizzazione dell’apprendimento, gestita da docenti preparati e capaci di motivare gli studenti.

Il nodo del cellulare: “Danni ormai assodati, la tecnologia non c’entra”

Infine, il Ministro ha ribadito la sua posizione sul divieto di utilizzo del cellulare a scuola, sottolineando come i dati scientifici dimostrino i danni causati dall’abuso di questo strumento, soprattutto nei bambini più piccoli. “Calo dell’attenzione, calo della motivazione, calo dell’interesse, addirittura della fantasia e della creatività: questi sono dati ormai assodati”, ha affermato Valditara, “e dal punto di vista didattico, persino l’OCSE ne sconsiglia l’utilizzo”.

Il Ministro ha concluso con un ringraziamento alla scuola italiana per i risultati raggiunti, frutto dell’impegno di docenti, dirigenti e di tutti coloro che lavorano per la crescita dei ragazzi. “Andiamo avanti, la strada è tracciata”, ha concluso Valditara, “dobbiamo solo avere la convinzione di insistere su questa direzione e di avere una strategia complessiva”.

Il discorso integrale [scarica PDF]

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