Prova orale Maturità 2019, Apidge: verterà su ciò che non è stato fatto?

di redazione
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Comunicato Apidge – Della nuova morfologia dell’esame di maturità, come modificata con la recente legge 108 / 2018 di conversione del Decreto milleproroghe, si è modificato un decreto attuativo della legge “buona scuola” (il 62/17), e si è stabilito che nell’orale dell’Esame di stato 2019 entri a fare parte la materia “Cittadinanza e Costituzione”. La prova, si dice, intende accertare le conoscenze e competenze maturate dallo studente nell’ambito delle attività svolte.

Apidge, l’Associazione Professionale degli Insegnanti di Scienze Giuridiche ed Economiche, da tempo si è fatta promotrice dell’inserimento di questa materia nei curricula di tutte le scuole secondarie superiori. Come materia a sé stante e con una sua autonoma valutazione.

Potremmo ripercorrere la storia più recente di questa proposta, ricordando i convegni di Roma, Civitavecchia e Palermo, potremmo citare le tre proposte di legge della XIII^ Legislatura che Apidge ha ispirato o segue con particolare interesse (n.988 alla Camera dei Deputati, n.233 e n.610 al Senato della Repubblica), oltre a sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare fatta propria da ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Potremmo inoltre sottolineare che le “Competenze sociali e civiche” sono una delle otto competenze chiave europee secondo le indicazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea (del 18.12.2006) e più di recente dalla Raccomandazione del 22 maggio 2018.

Ci interessa invece affermare di nuovo e con forza che la consapevolezza del proprio ruolo di cittadino (italiano ed europeo) e la conoscenza della nostra Carta Fondamentale sono nozioni e competenze imprescindibili frutto di un percorso di istruzione conforme ai dettami dell’articolo 34 della Costituzione Italiana. L’inserimento di questi argomenti nell’esame conclusivo del secondo ciclo sarà di certo un acceleratore per portarne definitivamente l’insegnamento in ogni scuola, considerando anche il paradosso che potrebbe succedere di far sostenere un esame su ciò che si sarebbe dovuto assimilare in attività scolastiche?

In cosa consisterà l’esame in “Cittadinanza e Costituzione, se lo stanno infatti domandando gli studenti che non hanno seguito con regolarità e con profitto un insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” privo di regolari valutazioni? Una preoccupazione ulteriormente avvalorata dagli esiti delle recentissime rilevazioni del profilo degli studenti diplomati nell’estate 2018 e dell’efficacia dell’offerta formativa nelle scuole: qui emerge infatti che oltre l’80% degli studenti lamenta che “Cittadinanza e Costituzione” non è stata insegnata o comunque non identificata come disciplina (fonte AlmaDiploma).

Apidge fa dunque auspicio che i lavori parlamentari sulle proposte di legge in tema di “Cittadinanza e Costituzione”, possano ora avere nuovo e rapido impulso e che la “promozione” di questa disciplina nel nuovo Esame di Stato, rappresenti davvero il momento conclusivo di un percorso didattico e una autentica opportunità di crescita democratica e culturale per la Scuola italiana.

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