Prova di Italiano Esami di Stato: la traccia su Caproni testa le competenze, non la conoscenza. Lettera

di redazione
ipsef

Gianni Mereghetti – Carissimo direttore, pochi hanno capito, perché hanno ancora una immagine vecchia e superata della scuola, pochi hanno capito che la traccia con la poesia di Caproni e’ stata quella più azzeccata e più coerente con la Buona Scuola in senso positivo.

E per una ragione semplice, che non ha chiesto a studenti e studentesse di spiegare la poetica di Caproni, anzi chi ha elaborato la traccia era consapevole che in Italia non vi è’ se non una esigua minoranza di insegnanti che leggono in classe poesie di Caproni!

Il merito di questa traccia e’ stata di non chiedere informazioni, ma di voler verificare se uno studente o una studentessa abbia imparato un metodo di affronto dei testi letterari e lo sappia usare affrontando testi del tutto sconosciuti e mettendo in gioco le sue capacità critiche.

Così questa traccia che ha suscitato tante obiezioni e’ quella più in sintonia con la nuova scuola, perché ha voluto verificare se sono state apprese delle competenze.

È’ una traccia che dovrebbe far riflettere il mondo della scuola, ancora ancorato allo svolgimento pedissequo dei programmi. La traccia con la poesia di Caproni indica dove deve andare oggi la scuola, a insegnare un metodo di affronto delle discipline, a far acquisire delle competenze, è’ finalmente la fine dei programmi!

Quindi viva Caproni, perché attraverso di lui possiamo fare un passo in avanti verso la scuola in cui si insegna un metodo e si fanno acquisire delle competenze.

Piovono critiche sulle alle tracce di Italiano della maturità: ““La sera leoni e la mattina Caproni”

Versione stampabile
anief
soloformazione