Prova di Italiano agli esami di Stato 2015. Tototema: come si mantiene il segreto. Un in bocca al lupo dai VIP

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Un gruppo di esperti, coordinati dal dott. Francesco Branca, hanno elaborato 700 titoli. Tra questi solo una trentina saranno sottoposti al Ministro per la scelta finale delle tracce che saranno proposte mercoledì 15 giorni agli studenti coinvolti negli Esami di Stato 2015.

Un gruppo di esperti, coordinati dal dott. Francesco Branca, hanno elaborato 700 titoli. Tra questi solo una trentina saranno sottoposti al Ministro per la scelta finale delle tracce che saranno proposte mercoledì 15 giorni agli studenti coinvolti negli Esami di Stato 2015.

Il Dott. Branca, in una lunga intervista a Corriere.it spiega che il vincolo di segretezza è espressamente richiesto a ciascun componente del gruppo che da dicembre in poi, elabora le tracce. Indovinare le tracce viene dunque reputato praticamente impossibile. Il gruppo è composto da docenti universitari, ispettori tecnici, dirigenti scolastici e insegnanti delle secondarie di II grado.

Le fughe di notizie si hanno invece dopo l'apertura del plico telematico e l'avvio delle prove. Dice il prof. Branca "Le indiscrezioni escono sempre dopo l'apertura e l'avvio delle prove. Ogni componente conosce la propria proposta ma non quella degli altri che pure compongono lo stesso team e i pochi “referenti di settore” sono a conoscenza di un numero limitatissimo di prove. Spesso i nominativi dei componenti i vari team non sono conosciuti neppure nelle loro sedi di lavoro. E poi vi è comunque la scelta finale delle tracce affidata al ministro che rende impossibile qualsiasi previsione. Non è mai successo, finora, che vi sia stata una fuga di notizie sui compiti d'esame: in passato su qualche media era stata anticipata la pubblicazione delle tracce che poi si sono rilevate totalmente differenti da quelle presenti nelle buste ministeriali"

Da 700 a 30 titoli in 6 mesi.

La prova di Italiano dell'Esame di Stato 2015 presenta però delle costanti: l'analisi del testo è dedicata ad un autore del Novecento, con alternanza di prassi tra prosa e poesia (e dunque quest'anno ci aspetteremmo la prosa), ma su testi poco conosciuti, in modo che si possano veramente valutare le competenze richieste.

Dell'intervista ci è sembrata interessante una domanda

"Ispettore Branca, nella formulazione delle tracce succede anche di «strizzare l'occhio» all'opinione pubblica? Cercare consenso mediatico? Assecondare gli umori della politica?
«No, i titoli sono funzionali alla riflessione critica che si intende far sviluppare ai candidati, nel rispetto delle loro idee. Titoli e materiale a supporto di saggi brevi e articoli non sono scelti per “trasmettere una determinata idea di scuola”, per dare messaggi o sottolineare l'orientamento del governo. Forse solo per il tema di ordine generale può capitare di tenere in considerazione anche il gusto corrente, lo “spirito dell'epoca”, la cultura del momento. Ovviamente insieme ad altri elementi»."

Un'accurata riflessione sarebbe da fare anche sulle tracce che riscutono i maggiori consensi: il tema storico non arriva mai al 2%; l'analisi del testo è scelta in media da dieci studenti sui cento; il tema di ordine generale si avvicina al 30%.

Quest'anno il debutto dei nuovi ordinamenti della riforma Gelmini. A settembre 2014 il Ministro Giannini aveva detto di voler dare ampio risalto alla tipologia del saggio breve "Rimarrà il saggio breve: prova di interpretazione di una serie di materiali su uno spunto tematico e la capacità di sintetizzarli Il tema di storia e di letteratura è sempre meno adeguato alle scelte dello studente". Abbiamo l'impressione che di queste novità di restyling della prova di Italiano troveremo ben poco nel fascicolo di mercoledì 17 giugno.

E infine, l'in bocca al lupo da parte dei "VIP" ai microfoni di Skuola.net

 

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