Protocollo Educativo per la gestione del momento “mensa” nelle scuole primarie un esempio di regolamento per la prevenzione del Covid

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La mensa scolastica è un luogo ideale per promuovere il piacere di un’alimentazione sana. Per gli studenti che utilizzano regolarmente la mensa, il cibo acquistato contribuisce in modo significativo alla loro assunzione alimentare e nutrizionale totale; quindi, ha senso assicurarsi che sia disponibile il miglior cibo possibile per migliorare la loro capacità di apprendere e assimilare le informazioni presentate loro in classe.

Il ruolo educativo della mensa

Per gli studenti che non utilizzano regolarmente la mensa, la mensa svolge comunque un importante ruolo educativo e di modello per abitudini alimentari sane.

Rafforzare le conoscenze

Ci sono molti aspetti della vita di un bambino che possono essere limitati in un contesto educativo. Ad esempio: il tipo di materiale di lettura accessibile in biblioteca, l’accesso a Internet e il materiale visivo (DVD) e gli abiti che indossano. È opportuno limitare il cibo malsano in un contesto educativo. La mensa svolge anche un ruolo importante all’interno del più ampio ambiente scolastico, quello di rafforzare le conoscenze, le abilità ei comportamenti sull’alimentazione sana e sullo stile di vita che vengono insegnati in classe. Il cibo fornito a scuola ha una notevole influenza sullo sviluppo delle abitudini alimentari a lungo termine dei bambini, delle preferenze alimentari e degli atteggiamenti nei confronti del cibo. La mensa scolastica svolge un ruolo fondamentale nella promozione di cibi sani e nella creazione di una cultura scolastica del mangiar sano.

L’infanzia e lo sviluppo delle preferenze alimentari

Le preferenze alimentari si sviluppano durante l’infanzia. Promuovendo e incoraggiando scelte alimentari più sane durante l’infanzia, si prevede che abitudini alimentari sane saranno mantenute fino all’età adulta e potrebbero contribuire in qualche modo a prevenire le malattie croniche più avanti nella vita. L’obiettivo del progetto NHSC è incoraggiare lo sviluppo e il rafforzamento di modelli alimentari sani a scuola, promuovendo un modello alimentare sano ed equilibrato piuttosto che concentrarsi sulla gestione del peso.

Discussione di gruppo: cos’è una mensa scolastica sana?

Ma cosa si intende per mensa scolastica sana? Questo è quello che emerge da una ricerca costruita attorno al concetto di una sana mensa scolastica.

  • Le possibili risposte ottenute, da genitori e alunni, ruotano attorno a uno più dei seguenti concetti:
  • Cibo appetitoso
  • Cibo fresco
  • Cibi a basso contenuto di grassi
  • Alimenti che soddisfano i criteri nutrizionali nazionali
  • Alimenti che non contengono additivi
  • Una varietà di cibi
  • Un approccio a tutto pasto
  • Solo una moderata quantità di cibi “extra”.

Come si vede da quanto abbiamo appena riflettuto, non c’è uno, ma tanti aspetti che compongono una sana mensa scolastica. Il protocollo educativo parla dell’alimentazione e dei sani menu della mensa.

Il comportamento in sala mensa

È necessario che gli alunni e le alunne, in ogni attività svolta a scuola,- quindi anche durante la mensa-, adeguino il proprio comportamento ad una serie di norme, che consentono il rispetto dei singoli individui, del gruppo, delle strutture, degli arredi e delle attrezzature, di scelte alimentari per ragioni religiose.

Chi collabora per il servizio mensa e in che maniera di opera

La scuola, il Comune e l’Asl, per le rispettive competenze, come tra l’altro specifica un eccellente “Protocollo” che prendiamo come valido riferimento, quello dell’Istituto Comprensivo Statale “Cremona Uno” (scuola dell’infanzia, Scuola Primaria e scuola secondaria di I Grado con indirizzo musicale) di Cremona (Cr), presieduto dalla dott.ssa Maria Giovanna Daniela Manzia, collaborano per il buon andamento del servizio mensa, operando in maniera coordinata e concertata, anche al fine di fornire alle famiglie informazioni complete sul servizio e sulle scelte alimentari proposte.

La composizione qualitativa del pranzo è stabilita dalla Dietista del Comune tenendo conto di precise indicazioni nazionali.

La grammatura delle pietanze è decisa dallo specifico servizio dell’ Asl, il quale controlla, con la massima attenzione che tutto rientri nei giusti parametri.

Il menu

Il menù, come si legge nel “Protocollo” dell’Istituto Comprensivo Statale “Cremona Uno” di Cremona (Cr), suddiviso a seconda del periodo dell’anno, in “menù estivo” e “menù invernale” viene distribuito alle famiglie tramite la scuola.

È prevista la possibilità di diete speciali per alunni che abbiano particolari problemi di salute; in tale caso la dieta speciale dovrà essere richiesta allegando il certificato del medico ad un modulo già predisposto dal Servizio ristorazione del Comune di Cremona; sono previste anche diete variate, per motivi religiosi, o per scelte personali (vegetariani).

Quale dieta è possibile chiedere?

Come si legge nel “Protocollo” dell’Istituto Comprensivo Statale “Cremona Uno” di Cremona (Cr) è possibile richiedere “una dieta in bianco” momentanea, per la durata di due/tre giorni, in presenza di indisposizioni.

In caso di bambini totalmente inappetenti o con idiosincrasie gravi verso alcuni cibi è possibile concordare con la dietista un menù particolare. La stessa dietista si rende comunque sempre disponibile nei confronti di quei genitori che avessero bisogno di un colloquio.

Durante il “tempo mensa” si porrà, pertanto, particolare attenzione per favorire:

  • l’ educazione alimentare – con riferimenti all’igiene e alla salute;
  • l’ educazione relazionale – riconoscimento dei ruoli e delle diversità;
  • l’ educazione comportamentale – condivisione e rispetto delle regole.

Impegni assunti dai bambini nel corso del pranzo

  • Gli alunni raggiungono, in fila, i locali della mensa dopo essersi lavate le mani.
  • I bambini, nei locali dove viene consumato il pranzo, occupano un posto preciso, che viene definito dagli insegnanti, anche in base alle preferenze espresse dagli alunni.
  • Per incentivare la socializzazione, verrà variata periodicamente la composizione dei tavoli.
  • A turno, gli alunni assumono piccoli ruoli: distributore dei tovaglioli, distributore del pane.
  • All’interno del gruppo di alunni che siede allo stesso tavolo, a turno, uno di essi svolge il ruolo di “capotavola”.
  • Il capotavola ha il compito di riporre tutte le stoviglie e tutte le posate insieme, solo dopo che gli insegnanti hanno controllato che il pasto sia stato consumato.
  • Gli spostamenti dei bambini in mensa sono limitati al momento in cui si recano in fila dalle cuoche per la distribuzione del cibo.
  • Gli alunni possono chiedere alle cuoche la quantità di cibo che desiderano (pochissimo, poco, normale, tanto).
  • Gli alunni sono invitati a consumare tutto il cibo che hanno richiesto, non devono gettare cibo per evitare qualsiasi forma di spreco alimentare.
  • Gli alunni sono invitati ad assaggiare tutto in piccole quantità.
  • I bambini, fin dal loro ingresso in mensa, devono mantenere un tono di voce il più possibile moderato e possono comunicare solo con i compagni seduti allo stesso tavolo.
  • Gli alunni si impegnano a stare seduti composti, a non sporcare eccessivamente gli spazi dove consumano il pranzo, ad utilizzare in modo corretto le posate, a non giocare con il cibo.
  • Gli alunni sono costantemente invitati a rivolgersi ai compagni e alle persone adulte in modo educato usando i termini “per favore, grazie …”.

Impegni assunti dagli insegnanti

Come si legge, ancora una volta, nello strepitoso “Protocollo” dell’Istituto Comprensivo Statale “Cremona Uno” di Cremona (Cr), dai primi colloqui con i genitori gli insegnanti raccolgono informazioni sulle abitudini alimentari degli alunni e si impegnano a collaborare per risolvere eventuali problemi.

E poi:

  • Le docenti ed i docenti sono invitati a segnalare alla referente della mensa, tramite il docente fiduciario di plesso, situazioni anomale o di criticità del servizio, evitando qualsiasi esternazione o commenti davanti agli alunni.
  • Gli insegnanti consegnano il menu alle famiglie, in modo tale che i genitori ne prendano visione, siano coinvolti il più possibile e possano così predisporre un menù serale adeguato.
  • Gli insegnanti leggono il menu insieme ai bambini all’inizio dell’anno scolastico e nel momento del cambio stagionale. Vengono chiariti eventuali dubbi e, nel corso dell’anno, verificano il gradimento dei cibi proposti.
  • Gli insegnanti leggono il menu anche giornalmente, in modo tale che i bambini sappiano cosa mangeranno a pranzo.
  • In ogni classe si stabiliscono e si richiamano alla memoria, periodicamente, le regole della mensa alla cui formulazione partecipano anche gli alunni. Gli insegnanti controllano che le regole vengano rispettate e definiscono eventuali premi e/o castighi.
  • Gli insegnanti, nel momento del pasto, per primi, devono dare il buon esempio, consumando ciò che viene proposto.
  • Gli insegnanti, nel momento della somministrazione del pasto controllano che sia servita la quantità di cibo richiesta e invitano gli alunni ad assaggiare ciò che viene loro proposto.
  • Gli insegnanti, successivamente, verificano che il cibo sia stato consumato e, nel caso si verifichino scarti anomali, cercano di comprenderne le motivazioni.
  • Gli insegnanti passano tra i tavoli ad intervalli regolari, per controllare il comportamento degli alunni e per accertarsi che i bambini assaggino anche i cibi meno graditi.
  • Prima di uscire dalla mensa i docenti chiedono qualche minuto di silenzio, per permettere ai bambini di tranquillizzarsi e per poter fare una piccola verifica sul rispetto o meno delle regole di comportamento.
  • Gli insegnanti si impegnano ad approfondire i temi dell’educazione alimentare all’interno dei percorsi didattici che possano rafforzare alcune corrette abitudini alimentari.

Spuntino di metà mattina

Lo spuntino di metà mattina, solitamente a base di frutta, viene consumato in classe, i bambini sono invitati a stare tranquilli e ad assaggiare anche i frutti inconsueti.

Per incentivare l’ assaggio, la frutta, se necessario, verrà fatta a pezzettini, anche piccoli, e, per gli alunni delle classi prime e seconde, sbucciata.

Commissione mensa

Ogni anno si riuniscono le “Commissioni mensa”, una composta dall’insegnante referente d’ Istituto per il servizio mensa e dagli insegnanti fiduciari del Dirigente scolastico per ciascun plesso; l’altra composta dai genitori rappresentanti, che vengono designati, uno per ogni plesso, all’inizio di ciascun anno scolastico dai Consigli di Intersezione o dai Consigli di Interclasse.

Il compito della Commissione, composta dagli insegnanti, dai rappresentanti del Comune, dai rappresentanti della ditta aggiudicataria dell’appalto (se esterna al comune o alla scuola) e dalla Dietista, sarà quello di monitorare, periodicamente e con regolarità, il funzionamento del servizio mensa nelle diverse scuole dell’Istituto, di confrontarsi sul gradimento o meno dei cibi dimostrato dalle bambine e dai bambini, di esprimere un parere sull’applicazione delle regole educative contenute nel presente protocollo.

In sede di commissione è possibile formulare proposte migliorative o esprimere dubbi sul funzionamento del servizio mensa.

Il ruolo dei genitori

I genitori rappresentanti, dopo aver avvisato la Dietista, possono “visitare”, durante l’anno scolastico, una o più scuole, diverse da quella frequentata dal proprio figlio, durante il momento del pranzo; successivamente, possono compilare un modulo già predisposto dal Servizio ristorazione del Comune.

Per eventuali problemi o richieste di chiarimenti è sempre possibile fare riferimento al Dirigente scolastico e all’ insegnante referente di Istituto per la mensa.

La mensa e il COVID

Cosa prevede il documento per la pianificazione delle attività Scolastiche, educative e formative nelle istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione- Piano Scuola 2021/22? Lo ricorda il “Protocollo” adottato con una strepitosa meticolosità dall’istituto Comprensivo Statale “E. De Filippo” di Poggiomarino (Na) diretto con una particolare capacità manageriale e spiccata competenza organizzativa dalla professoressa Marianna Massaro.

Il Piano scuola 2021-2022 approvato con Decreto MIUR 257del 6/08/2021 al Paragrafo “Refezione scolastica” stabilisce:

“Somministrazione dei pasti: Le misure di sicurezza da adottarsi in occasione della somministrazione dei pasti nelle mense scolastiche e negli altri spazi a ciò destinati, impongono l’uso della mascherina da parte degli operatori. La somministrazione potrà quindi avvenire nelle forme usuali e senza necessariamente ricorrere all’impiego di stoviglie monouso. Si conferma la necessità di assicurare il rispetto delle ordinarie prescrizioni di distanziamento durante la consumazione del pasto e nelle fasi di ingresso e uscita dai locali dedicati alla refezione, nonché le pratiche di igienizzazione personale. Si suggerisce, ove necessario, di organizzare i pasti con turnazione per mantenere il distanziamento fisico e ridurre l’affollamento dei locali”.

Protocollo d’intesa siglato tra il M.I. e OO.SS. del 14/08/2021 per l’avvio in sicurezza delle attività scolastiche a.s. 2021/22:

“omissis…. Anche l’utilizzo dei locali adibiti a mensa scolastica è consentito nel rispetto delle ordinarie prescrizioni di igienizzazione personale e degli ambienti mensa e di distanziamento fisico, eventualmente prevedendo, ove necessario, anche l’erogazione dei pasti per fasce orarie differenziate. L’ingresso e l’uscita dovranno essere organizzati in modo ordinato e a misura della disponibilità di posti e vanno predisposte stazioni di lavaggio delle mani all’ingresso e all’uscita (dispenser e/o bagni) 1. Per ciò che concerne le misure atte a garantire la somministrazione dei pasti, il personale servente è obbligato ad utilizzare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Il servizio può essere erogato nelle forme usuali, senza necessariamente ricorrere all’impiego di stoviglie monouso (Nota 1 come da Comitato Tecnico Scientifico verbale n. 34 del 12 luglio 2021)”.

Protocollo Covid mensa infanzia

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